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Terremoto politico a Rende, Adamo si dimette da segretario del PD

RENDE (CS) – Nell’anno delle elezioni amministrative a Rende ecco palesarsi un vero e proprio scossone politico.
Si registra infatti una clamorosa presa di posizione di Francesco Adamo per cercare di chiarire quelli che saranno i rapporti di forza in vista delle prossime elezioni comunali.

Queste le motivazioni che hanno spinto Adamo a fare un passo indietro da segretario del Partito Democratico di Rende.

«Care amiche, cari amici, è trascorso un anno da quando l’assemblea congressuale cittadina, che nella sua maggioranza ha creduto al desiderio di rinnovamento espresso nella mozione da me rappresentata, mi ha eletto segretario del circolo pd di Rende. Di questo ringrazio tutti, anche coloro che pensavano che più che un segretario di circolo fossi un’amico da manovrare al bisogno.

Premesso ciò mi preme ricordare lo stato di lacerazione in cui ho trovato il partito: una parte del pd all’opposizione in rispetto del mandato elettorale, l’altra sostenitrice dell’attuale maggioranza!!!!! Ciò ha creatoconfusione e disorientamento nonché rabbia tra gli elettori. Senza perdermi d’animo, ho cercato, quasi sempre, invano, la coesione e la condivisione convinto, erroneamente, che le divisioni fossero solo ideologiche’. Per mesi ho cercato di eliminare questa discrasia appellandomi, non solo a voce, ma con telefonate, mail e inviti nella sede del circolo, agli organismi provinciali e regionali, senza alcun esito. Il perdurare di tale situazione, aggravata dal moto ondoso delle correnti, a volte a destra, a volte a sinistra, ha reso tutto difficilissimo. Ho dovuto confrontarmi con le “assenze”, constatando come per taluni l’assenza rappresentasse l’essenza della politica causandone invece la morte, perche vengono meno i presupposti essenziali: il confronto e la partecipazione. Da ultimo in vista delle imminenti elezioni comunali, convinto della centralità del partito, ho provato a stimolare, senza perdermi d’animo e con l’entusiasmo che non mi ha mai abbandonato, la discussione offrendo una base concettuale frutto della mia esperienza e di quella di tanti amici e compagni con cui mi sono confrontato in questi anni. Ma niente. È’ stato piuttosto l’innesco di diatribe che non hanno avuto altro scopo se non quello di accentuare e rendere insanabili le divisioni, attraverso la semplice e, permettetemi di dire, banale conta numerica.
È arrivato il momento della chiarezza e della presa d’atto che l’obiettivo dell’unità non può dirsi raggiunto. Volendo fare un paragone calcistico, il circolo
PARTITO DEMOCRATICO di Rende è lo spogliatoio di una squadra dove l’allenatore convoca i calciatori parlando di schemi e strategie, con la consapevolezza che la squadra non giocherà alcuna partita, alcun campionato. Perché i calciatori, di fatto, giocano e tifano per altre squadre, che disputano altri campionati. E ovviamente non hanno alcun interesse perché la squadra scenda in campo.
Rende reclama risposte concrete ai suoi bisogni, non ai nostri. Non c’è più tempo per compiere un percorso di unità, non c’è più modo di raggiungere
questo obiettivo.
Non posso dire di aver fallito, piuttosto ci sarebbe stato bisogno di un percorso più lungo e di più tempo, più sincerità politica, più autonomia e minori sudditanze. Per questa ragione e per coerenza non ho altro modo che rinunciare a rappresentare un Pd che a Rende, più che altrove, è diviso e coltiva rancori e appartenenze che non sempre sono politiche. Non si può perseverare nella proposizione di schemi politici ormai desueti. Tali schemi non mi appartengono così come non appartengono a tanti. L’auspicio è che si possa frovare un luogo ideale in cui ragionare e misurarsi con le forze migliori per liberare le energie, definendo progetti che stimolino la rigenerazione politica.
Con questo obiettivo e in questa ottica, vale da parte mia sacrificare il ruolo che ho ricoperto con orgoglio, facendo un passo indietro che mi permetterà di farne
tanti e tanti in avanti con la consapevolezza di non essere da solo.
Non è un addio ma un arrivederci perché la mia militanza nel partito in cui credo, Continuerà, fuori da questi luoghi e da questi schemi».

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