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Collettivo Autogestito CASAROSSA40: Solidarietà e sostegno al movimento dei docenti lametini e calabresi

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immagine repertorio

Il collettivo CASAROSSA40 esprime la propria solidarietà ed il proprio sostegno politico al movimento dei docenti lametini e calabresi protagonisti di una lotta che li vede già da alcuni giorni in sciopero della fame con un presidio al centro città e che ieri hanno “utilizzato” il festival TRAME per far sentire ancora di più il grido di protesta e per ampliare il fronte di lotta contro l’ennesimo attacco del governo Renzi alla democrazia. IL piano di riforma della cosiddetta “buona scuola” renziana rappresenta a tutti gli effetti il punto di arrivo di decenni di tentativi di trasformare la scuola pubblica italiana in un’azienda funzionale alle esigenze delle imprese e del mercato. Utilizzando come al solito il grimaldello della crisi la scuola deve essere più moderna, flessibile, meritocratica e deve stare al passo con le sfide che il sistema economico capitalistico costantemente propone. Il progetto che si vuole mettere in campo è estremamente ideologico e al contempo pragmatico: l’obiettivo è trasformare, nella sostanza e nella forma, la scuola in un’azienda gestita da un preside manager, il quale con i suoi collaboratori, detta le linee politiche della scuola, in accordo con le risorse del territorio, ovvero con gli enti politici (es. Comuni e Regioni) e soprattutto con le imprese private. Si vuole costruire la scuola della competizione: tra istituti, tra docenti e tra studenti. La competizione è il sale della crescita economica liberista, è il motore del mercato e la scuola non deve più promuovere, anche solo formalmente, cooperazione, solidarietà, integrazione e orizzontalità. La scuola deve diventare il volano ideologico e materiale di questo subordinamento della cultura, del sapere e dei diritti alle esigenze totalizzanti del mercato e della crescita capitalistica. Fare della scuola un luogo di competizione è il modo migliore per farla ammalare e morire, per poi spolparla e venderne in seguito i pezzi sul mercato, dove qualcuno, a poco prezzo, la comprerà e, dopo averla privatizzata del tutto, ne rivenderà i servizi allo Stato. Da bene comune di tutti, a bene privato per alcuni. E’ un processo in linea con la finanziarizzazione dei beni comuni, dei servizi e dei diritti delle persone, che rappresenta un ulteriore fronte aperto dal capitalismo contemporaneo per espandersi e risolvere la crisi sistemica che colpisce la società. Occorre allora un forte mobilitazione ed inclusione dal basso con la costruzione di un fronte di lotta il più possibile condiviso forte che si opponga ed impedisca il generale processo di privatizzazione e finanziariamento dei beni e dei diritti.

 

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