Antichi delitti: i crimini dimenticati che Francesco Caravetta riporta alla luce

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Francesco Caravetta

Tra faldoni ingialliti e carte consunte dal tempo, c’è un passato che non tace ma attende di essere riscoperto. È qui che si muove Francesco Caravetta, investigatore d’archivio.

Nato e cresciuto a Cosenza, laureato in Pedagogia presso l’Università di Messina e in Filosofia all’Università della Calabria, si perfeziona in Metodologia e didattica degli audiovisivi – princìpi di antropologia visiva. Collabora con la Cattedra di Antropologia Culturale dell’Università della Calabria, conducendo seminari e ricerche, ma soprattutto dedica decenni all’esplorazione degli archivi storici calabresi, inseguendo genealogie familiari, documenti dimenticati e processi giudiziari che oggi rivivono grazie al suo lavoro.

Come spesso accade nelle storie più affascinanti, tutto inizia per caso. Durante una ricerca d’archivio, una funzionaria gli porge due faldoni di processi penali: il primo riguarda un processo per associazione a delinquere contro la malavita organizzata cosentina dei primi del Novecento; il secondo racconta la tragedia di Giulia Moro, una donna veneta che si trasferisce a Cosenza durante la Grande Guerra, protagonista di un amore proibito e di un gesto estremo: tre colpi di pistola contro l’amante e un suicidio. Caravetta rimane colpito da questa figura tanto da cercarne la tomba, ma scopre che le sue ossa sono state riesumate e distrutte. Da quel vuoto nasce un bisogno: il desiderio di ridare voce a casi che la storia ha cancellato.

Mentre approfondisce il primo dei due faldoni – quello legato alla malavita cosentina – entra in contatto con Nicola Gratteri. Poco dopo, anche Antonio Nicaso si interessa al suo lavoro. Da questo incontro nasce nel 2012 il volume Guagliuni i mala vita – Cosenza 1870-1931, pubblicato da Pellegrini Editore. “Caravetta – scrive Nicaso – descrive ogni ombra del paesaggio, riporta le voci che vi risuonano, cataloga ogni oggetto d’indagine. È un cesellatore di notizie, le incastra una dietro l’altra per raccontare le origini della malavita cosentina, sfatando il mito della provincia felice. Sfogliando questo libro si coglie lo spaccato di una città, con le sue teste calde e i tanti delitti che fanno da boa ai tempi.”

Dopo aver letto tra i settemila e gli ottomila processi custoditi nell’Archivio di Stato di Cosenza, nel 2015 crea il blog www.antichidelitti.it, che oggi conta oltre 1000 casi ricostruiti e più di 8 milioni di contatti da tutto il mondo. Segue la pubblicazione del volume Cosenza. Antichi delitti, poi rieditato con il titolo Antichi delitti. Storie criminali di gente comune per estendere lo sguardo a tutta la Calabria. Nel 2018 viene pubblicato il secondo volume, un noir teso e vibrante, e nel 2021 arriva il terzo di ciò che è ormai una trilogia, con storie inedite mai apparse sul blog. Tutti pubblicati da Teomedia – creazione e distribuzione di ebook.

Tra il 2018 e il 2019, le storie approdano anche sul palco. Nasce una fortunata stagione teatrale all’Officina delle Arti a Cosenza: dieci spettacoli, dieci delitti, tutti sold out. In scena, accanto all’autore, la criminologa Annunziata Procida e l’avvocato Gabriella Salfi.

Nel 2024 prende vita una nuova stagione: nascono “I Quaderni di Antichi Delitti”, progetto condiviso con Annunziata Procida e Pasquale Biafora, editore di Teomedia. Dopo dieci anni di lavoro, le oltre mille storie criminali calabresi, siciliane, lucane, pugliesi ed emiliane – raccolte nei tre volumi e sul sito – si traducono in una collana di pubblicazioni monografiche dedicate ai singoli paesi: da Amantea a San Lucido, da San Giovanni in Fiore a Torano Castello.

Nel corso della sua carriera, Caravetta riceve numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Gaetano Cingari per il miglior romanzo storico; il Premio Antonio Proviero – Città di Trenta; e il Premio Giovanni Losardo per il contributo alla legalità.
Nel 2016 partecipa al XXX Congresso Nazionale della Società Italiana di Criminologia, insieme alla criminologa Annunziata Procida e all’avvocato Giovanni Cicchitelli, presentando una ricerca che dimostra come la percezione soggettiva della criminalità e i dati oggettivi creino un’idea falsata della contemporaneità e del passato, inducendoci a credere, erroneamente, che oggi il mondo sia più pericoloso di ieri.
Dal 2024, collabora anche con il Notiziario Storico dell’Arma dei Carabinieri.

La ricerca sterminata di Francesco Caravetta continua tra carte polverose e silenzi d’archivio, con la curiosità di chi sa che ogni foglio può custodire una vita, un dolore, un frammento di verità. Nelle sue mani il passato respira, parla, chiede ascolto. E lui, instancabile, gli presta la voce.

Elvira Sangineto