“Raccontiamoci la città”: conclusa la XXII edizione del viaggio nella memoria promosso da Cosenza che Vive

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I progetti capaci di attraversare il tempo sono sempre frutto della passione autentica di chi crede nel valore della cultura. Iniziative che, anno dopo anno, smettono di appartenere soltanto a chi le ha ideate per diventare patrimonio condiviso di un’intera comunità. È il caso di “Raccontiamoci la città”, una delle esperienze culturali ed educative più significative e longeve del territorio cosentino, che ha appena concluso la sua XXII edizione confermandosi un autentico atto d’amore verso Cosenza, la sua storia e la sua identità.

Promosso dal Laboratorio culturale “Cosenza che Vive” e ideato due decenni fa dalla socia dott.ssa Gabriella Lo Feudo, il progetto si rivolge alle scuole del territorio che, ogni anno, aderiscono con entusiasmo e convinzione al bando promosso dall’associazione, riconoscendone il valore formativo e culturale. I destinatari sono gli alunni delle ultime classi della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado.

Lezioni in classe affidate a studiosi ed esperti, visite guidate nei luoghi simbolo della città e percorsi all’interno di biblioteche e archivi rappresentano le tappe fondamentali dell’esperienza. Un posto speciale spetta all’Archivio di Stato, dove i ragazzi comprendono che la storia non è soltanto racconto, ma soprattutto ricerca, studio delle fonti e paziente ricostruzione degli eventi. E imparano ad apprezzare il fascino dei documenti, il profumo della carta e il valore della memoria custodita negli scaffali, in un’epoca sempre più dominata dalla velocità del digitale.

Il punto di forza che contraddistingue l’iniziativa è che gli studenti non restano spettatori passivi, ma scrivono articoli, realizzano elaborati, condividono scoperte ed emozioni, diventando custodi di memoria e costruttori di futuro.

Di seguito, le scuole che hanno partecipato e i luoghi esplorati.

Istituto Comprensivo Zumbini (Referente coordinatrice : prof.ssa Laura De Marco).

  • Scuola media (classi IE-IIE-IIIE- IIG guidate dalla Prof.ssa De Marco ): Il Duomo di Cosenza
  • Plesso Zumbini 1 Via Milelli (classi IIIA- IIIB- VA- VB guidate dalle maestre Caterina Greco, Maia Carmela Settembrini, Gallo Santo, Jessica Santin, Erika Patitucci, Anna Belmonte, Saveria Nicoletti ): Il Castello

Istituto Comprensivo Mendicino (Referente coordinatrice prof.ssa Roberta Chiodo). 

  • Classi IB-IIA- IIC: (guidate dalle prof.sse Katia Sessa, Brunella Molinaro, Nicoletta Varrese, Roberta Chiodo). La Chiesa del Carmine
  • Istituto Comprensivo Spirito Santo – Plesso F.lli Bandiera (Referente coordinatrice prof.ssa Sandra Ligato). Classi IIB e IIIB: Paola (guidate dalle prof.sse Sandra Ligato, Francesca Filice, Alessandra Migliorini). Il Complesso Monumentale di San Francesco di Paola.

I ragazzi hanno, inoltre, realizzato brochure arricchite da fotografie e disegni: piccoli scrigni di creatività che l’associazione ha successivamente stampato e distribuito durante l’evento conclusivo. A suggellare la conclusione del progetto (che termina sempre con una manifestazione finale), è stato il suggestivo appuntamento ospitato nella Cattedrale di Cosenza, dove il gruppo musicale dell’Istituto Comprensivo Zumbini ha regalato al pubblico un concerto di grande qualità artistica.

Tra le esecuzioni, il Concerto in La minore di Vivaldi interpretato al violino da Guido Giacomo, il Preludio in Do minore di Bach, il Valzer in La minore di Chopin e lo Studio n. 5 di Khachaturian eseguiti al pianoforte da Olivia Ragusa, la Sonata in Do maggiore di Donizetti proposta dalla flautista Maria Granieri, e i brani Arrhythmic Jazz di Mower e Crossover Saxophone di Schwarz interpretati da Alessandro Barone.

Orgogliosa della riuscita la presidente dell’associazione, prof.ssa Gabriella De Falco, da sempre convinta che la tutela della memoria collettiva debba passare necessariamente attraverso il coinvolgimento delle nuove generazioni. Perché una comunità che dimentica le proprie radici rischia di smarrire anche la capacità di immaginare il proprio domani.

Elvira Sangineto