Torano Castello, il “Bar…Atto” affronta il tema della violenza di genere: “Il coraggio di raccontare”

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«Dire omicidio ci dice solo che qualcuno è morto. Dire femminicidio ci dice anche il perché». Nelle parole della mai dimenticata Michela Murgia c’è forse una delle risposte più lucide al dibattito che in questi giorni è tornato ad accendersi dopo le dichiarazioni del generale Roberto Vannacci, secondo cui il femminicidio sarebbe un omicidio come tutti gli altri.
Eppure, non è una questione politica nè meramente terminologica. Si tratta, piuttosto, di affermare l’esistenza di un fenomeno, comprenderne le cause e provare a contrastarlo. Dietro la parola femminicidio, infatti, c’è una realtà fatta di soprusi, controllo, discriminazioni e relazioni tossiche che troppo spesso culminano nella violenza.

Ecco perché sono (e devono essere) sempre più numerose le iniziative che cercano di mantenere alta l’attenzione sul tema, promuovendo momenti di confronto, ascolto e sensibilizzazione. Tra queste si inserisce il prossimo appuntamento del “Bar…Atto – Scambio diretto di idee, sogni e progetti”, il contenitore culturale ideato da Massimo Eugiorgio e giunto alla sua terza edizione che venerdì 26 giugno, presso il bar-pizzeria Manhattan di Torano Castello, proporrà l’incontro “Il coraggio di raccontare. Contro la violenza sulle donne, memoria e attualità a confronto”.

Al tavolo dei relatori, la criminologa Deborah Maddalena Bottino, l’antropologo culturale e scrittore Francesco Caravetta e una delegazione dell’associazione “Donne Fuori dal Silenzio” di Ciampino, composta dalla presidente Rita De Paola, dalla segretaria Rita Carosini e dalla componente del direttivo Elisabetta Ronchetti.

Ospite della serata, Massimo Liberati, architetto con l’hobby della scrittura, sempre alla ricerca di storie vere da raccontare. A moderare, Mariella Rotondò, mentre gli intermezzi musicali saranno curati da Cristian Ippolito Salerno.

Perché raccontare significa rompere il silenzio. E ogni silenzio spezzato può essere l’inizio di una salvezza.

Elvira Sangineto