Acri, i versi di Angelo Canino su Gaza incisi su una mattonella a Palazzo Sanseverino Falcone

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“Hanno finito le lacrime agli occhi, sanno soltanto cos’è il terrore.
Bambini, giovani, vecchi, hanno visto come si muore.”

Versi dedicati a Gaza, ferita nel cuore del mondo, dove la vita resiste come può e l’orrore non fa distinzioni. E quando la poesia osa raccontarlo, incide. Incide nella coscienza, nella memoria, nella pietra. Per questo, i versi del poeta Angelo Canino non potevano restare sulla carta: dovevano diventare muro, strada, inciampo quotidiano per chi passa. Sono infatti incisi sulla mattonella posata sulla facciata di Palazzo Sanseverino Falcone di Acri.

Si tratta di un estratto dell’opera di Canino partecipante all’attuale edizione del Concorso Letterario Internazionale Amilcare Solferini. Un concorso che si distingue per l’originalità del progetto “Inciampare nella Cultura” che consiste nel portare in ogni luogo del mondo una testimonianza del Concorso. Si tratta di mattonelle in cotto da attaccare, su ciascuna delle quali è inciso un verso o un estratto di un testo legato a un autore partecipante al concorso, insieme a un numero di serie e all’indirizzo del sito ufficiale (www.amilcaresolferini.com), dove è possibile proseguire la lettura e consultare l’archivio storico della manifestazione.

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Angelo Canino, originario di Acri, è una figura centrale nel panorama della poesia in vernacolo. Da sempre appassionato del dialetto, dal 2009 ad oggi ha pubblicato 12 libri di cui 10 di poesie in vernacolo, collezionando negli anni un numero impressionante di riconoscimenti: 227 podi (73 primi posti, 71 secondi posti e 83 terzi posti) e oltre 500 premi minori. Nel 2014 ha ottenuto la Menzione d’Onore al Premio Letterario Internazionale Europa di Lugano e nel 2024 a San Rafael (Argentina); 9 Premi alla Carriera e 8 Premi alla Cultura; un’affermazione in Romania e in Thailandia; la Medaglia del Senato nel 2021 e il riconoscimento di Ambasciatore di Cultura Solferiniana nel mondo con la poesia “Gaza” nel 2025. Solo alcuni, questi, di una lunga serie di attestati che testimoniano una carriera solida, riconosciuta e in pieno fermento.

La mattonella posata ad Acri è il segno tangibile di come la poesia possa essere uno strumento di coscienza, di riflessione, di umanità, che consente – soprattutto in questo caso – di legare una comunità come quella di Acri alla memoria del mondo attraverso la voce di uno dei suoi poeti più rappresentativi.

Elvira Sangineto