La Calabria del vino conquista Roma: Magliocco Canino, Zibibbo e Costa degli Dei al centro di Beviamoci Sud 2026
Roma si è confermata, il 31 gennaio e il 1 febbraio 2026, crocevia privilegiato per il racconto del grande vino del Sud Italia grazie alla settima edizione di Beviamoci Sud, l’evento dedicato alla valorizzazione delle eccellenze enologiche meridionali, ospitato nelle prestigiose sale del The Westin Excelsior di Via Veneto.
Nato dalla passione di Marco Cum e Andrea Petrini, con la direzione tecnica del giornalista Luciano Pignataro, Beviamoci Sud è ormai un osservatorio autorevole e dinamico sull’evoluzione della viticoltura del Mezzogiorno, capace di intercettarne identità, trasformazioni e nuove traiettorie qualitative.
Oltre 80 aziende e più di 300 etichette in degustazione hanno raccontato la varietà e la maturità dei territori del Sud, mostrando un Sud sempre più consapevole del proprio ruolo identitario nella scena enologica italiana.
In questo contesto, la Calabria si è confermata protagonista: quindici le aziende presenti, nove le etichette premiate e due nuovi Ambasciatori dei vini del Sud, a testimonianza del fermento e dell’attenzione che la regione continua a esprimere nel settore.
Al centro dell’attenzione la Costa degli Dei, nuova denominazione calabrese in fase di validazione presso il Comitato nazionale vini, che esprime il carattere di un areale produttivo unico, incastonato in uno dei territori a vocazione turistica più noti della regione. Una fascia di circa 55 chilometri, nella provincia di Vibo Valentia, che dal mare risale verso l’altopiano del Poro, coinvolgendo sedici comuni uniti dal recupero e dalla valorizzazione di due vitigni storici: Magliocco Canino e Zibibbo.
La partecipazione a Beviamoci Sud di un gruppo articolato di cantine del Vibonese, riunite sotto il coordinamento del Gal Terre Vibonesi, ha restituito l’immagine di un territorio che ha scelto di lavorare in maniera corale sulla costruzione della propria identità vitivinicola. Un percorso avviato negli ultimi anni e fondato su una rete operativa tra produttori, istituzioni e operatori locali, che oggi trova una prima sintesi nel marchio territoriale di qualità e guarda al riconoscimento della Doc Costa degli Dei come strumento per definire un posizionamento chiaro e riconoscibile nel panorama regionale.

Nel corso delle due giornate romane, il banco d’assaggio collettivo ha permesso a un pubblico composto da tecnici del settore, stampa specializzata e appassionati consapevoli, di approfondire la conoscenza dei vini calabresi attraverso una selezione di circa venti etichette. Vini che raccontano il lavoro di recupero dei vitigni autoctoni e le diverse interpretazioni produttive di un’area ancora in fase di definizione, ma già capace di esprimere una dialettica interessante tra tradizione e lettura contemporanea del territorio.
La masterclass dedicata alla nascente Doc Costa degli Dei, condotta da Luciano Pignataro, ha offerto una lettura puntuale delle potenzialità di Magliocco Canino e Zibibbo, attraverso l’assaggio di etichette come Rafè 2022 di Cantina Masicei, Libici 2022 di Casa Comerci, Aurum Deum 2023 di Cantine Artese e Tramonti 2024 di Cantine Lacquaniti, mettendo in evidenza differenze stilistiche e prospettive evolutive dell’areale.
Il 30 gennaio, il percorso romano è stato anticipato dalla cena-evento “A cena? Sì. Ma con gli Dei” al ristorante Bencò, una serata in cui i vini della futura Doc Costa degli Dei hanno dialogato a tavola con le eccellenze gastronomiche della Calabria, raccontando il territorio attraverso sapori e storie.


Il menù, curato per mettere in luce le identità locali, ha proposto tra gli antipasti una pitta fatta in casa con cipolla di Tropea caramellata e ‘nduja e una zuppetta di fagiolo poverello bianco del Pollino, presidio Slow Food dal 2022. A seguire, una eccezionale stroncatura con alici, pomodori secchi, olive e mollica di pane croccante, gnocchi con ragù di salsiccia e pecorino del Monte Poro e baccalà impanato con purè di patate e cipolla di Tropea. Ogni pietanza è stata accompagnata dall’assaggio dei vini calabresi, mentre i produttori presenti ne hanno raccontato filosofia, caratteristiche e peculiarità, trasformando la cena in un viaggio enogastronomico. La serata ha mostrato come costruire una denominazione significhi non solo valorizzare la qualità del vino, ma anche saperlo raccontare attraverso i sapori e l’identità del territorio da cui nasce.
Beviamoci Sud ha conferito il titolo di Ambasciatori al giornalista Vincenzo Alvaro e al master sommelier Guglielmo Gigliotti, premiando un lavoro di comunicazione attento e continuativo sui territori meridionali, capace di restituirne complessità, evoluzioni e dinamiche produttive senza cedere a semplificazioni.



Nel corso della manifestazione sono stati assegnati i Premi Beviamoci Sud Roma – Eccellenze 2026, dedicati alle etichette che meglio hanno saputo esprimere qualità, identità territoriale e visione contemporanea. La Calabria ha conquistato due primi posti: Miglior Rosato con Rosaspina 2024 della Cantina Spadafora 1915 e Miglior Rosso con Ripe del Falco 2018 della Cantina Ippolito 1845. Tra i riconoscimenti, anche due secondi posti per Pecorello 2024 (Ippolito 1845, vini bianchi) e Centocamere 2021 Passito (Barone G.R. Macrì, vini dolci), il quarto posto dello Spumante Metodo Classico Brut Rosé Centocamere 2020 sempre di Barone G.R. Macrì, oltre a premi per Roverella 2024 (Tenuta Macchione) e Mantonico 2024 e Pot Purri 2022 (JFS Grisafi), a conferma della varietà e della qualità della produzione regionale.
Fortuna Mazzeo

