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San Pietro in Guarano, una via per monsignor Serafino Sprovieri

monsignor sprovieri

SAN PIETRO  IN GUARANO (CS) – Da oggi la strada che passa sotto la casa natia di Monsignor Serafino Sprovieri, nella frazione di San Benedetto in Guarano del Comune di San Pietro in Guarano, porta il nome dellìarcivescovo emerito di Benevento, scomparso il 2 gennaio 2018.

In una cerimonia semplice ma affollata è stata scoperta la targa con la nuova toponomastica dal sindaco di San Pietro in Guarano Francesco Cozza davanti a Monsignor Leonardo Bonanno, vescovo della diocesi di San Marco Argentano e al Vicario generale della diocesi Cosenza-Bisignano Gianni Citrigno, nipote del vescovo Sprovieri. Alla cerimonia hanno partecipato i fratelli, le sorelle e i nipoti di monsignor Serafino Sprovieri. La giornata si è poi conclusa con una messa, nella chiesa di Santa Maria, in menoria del vescovo emerito di Benevento e già vescovo della diocesi di Rossano-Cariati. Nato a San Pietro in Guarano il 18 maggio 1930, monsignor Serafino Sprovieri è ordinato sacerdote il 12 luglio 1953 dall’allora arcivescovo di Cosenza Aniello Calcara. Da giovane è segretario del vescovo di Cosenza, direttore del settimanale diocesano “Parola di vita” e segretario dell’Unione poeti e scrittori cattolici italiani. Nel 1962 diviene rettore del Seminario diocesano di Cosenza e, nel 1972, rettore del Seminario interdiocesano. Tre anni dopo è rettore del Pontificio Seminario Teologico “San Pio X” di Catanzaro. Nel 1978 Papa Paolo VI lo elegge alla sede titolare di Temisonio e lo nomina ausiliare dell’arcivescovo di Catanzaro e vescovo di Squillace Armando Fares e il Pontefice successivo Giovanni Paolo II, nel 1980, lo promuove arcivescovo di Rossano-Cariati. Il 25 novembre 1991 è trasferito alla sede metropolitana di Benevento che servirà per quattordici anni e dove ha chiesto di essere seppellito dopo la sua morte. Il 3 maggio 2006 Papa Benedetto XVI accoglie la rinuncia per i raggiunti limiti d’età, secondo quanto prevede il Codice di Diritto canonico. Da vescovo emerito ritorna a Cosenza, città che gli conferisce la cittadinanza onoraria nel 2013 e, da giovedì 12 luglio, una strada porta il suo nome a San Benedetto in Guarano.

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