A Cosenza torna a essere presa di mira la Panchina Rossa dedicata a Maria Rosaria Sessa, installata nel 2017 dal Circolo della Stampa come simbolo cittadino contro la violenza sulle donne.
L’ennesimo atto vandalico ha suscitato forte indignazione in città, colpendo un luogo che nel tempo è diventato riferimento della memoria collettiva e dell’impegno civile contro la violenza di genere. La panchina rappresenta infatti il ricordo di una giornalista vittima di femminicidio e, allo stesso tempo, un monito permanente rivolto alla comunità.



Sull’episodio è intervenuto il sindaco Franz Caruso, che ha espresso “la più ferma e indignata condanna” definendo il gesto “vile e intollerabile”, sottolineando come colpisca non solo un bene pubblico, ma anche i valori di civiltà e memoria condivisa.
Solidarietà è stata espressa anche dal Circolo della Stampa di Cosenza, promotore dell’iniziativa originaria, che ha ribadito il significato profondo della panchina rossa come simbolo di sensibilizzazione e impegno contro ogni forma di violenza sulle donne.
Nel frattempo, l’amministrazione comunale è intervenuta tempestivamente con le operazioni di ripristino: gli operai sono già al lavoro per la sistemazione e il recupero della struttura, con l’obiettivo di restituire al più presto alla città un luogo fortemente identitario.
L’episodio riaccende il dibattito sulla tutela dei simboli civili e sulla necessità di difendere i segni concreti dell’impegno contro la violenza di genere da atti di inciviltà che ne offendono il valore ma non ne cancellano il significato.



