Dietro le quinte dell’opera teatrale che porta in scena il cuore della mistica di Paravati: il racconto di una conferenza stampa intensa
L’atmosfera che si respirava stamattina nella cornice elegante del Teatro Rendano a Cosenza non era quella di una solita conferenza stampa. Attorno a quel tavolo, a cui hanno preso parte istituzioni e artisti, si è avvertito il peso di un’opera che tocca la carne, la terra e la fede di un intero popolo. La storia è quella di Natuzza Evolo, la cui esistenza ha travalicato i confini della Calabria per parlare al mondo intero, raccontata in “Fortunata di Dio”, lo spettacolo scritto da Andrea Ortis e Ruggero Pegna che andrà in scena il 23 e 24 maggio.
L’incontro è stato introdotto e moderato dalla consigliera delegata alla cultura Antonietta Cozza, che ha definito il progetto «un lavoro significativo per tutti noi», per poi cedere la parola al sindaco di Cosenza, Franz Caruso: «Natuzza è una figura iconica, conosciuta non solo in Calabria ma in tutto il mondo. Questa amministrazione è fiera di ospitare un’opera che ne ripercorre la storia».
Ma è quando la parola è passata ai creatori e agli interpreti che la conferenza ha toccato vette di intensa commozione. Il regista e co-autore Andrea Ortis, nel ringraziare il Comune di Cosenza, ha lanciato un monito potente sul valore degli investimenti culturali: «Destinare fondi alla cultura significa capire che non sono importanti solo le buche delle strade, ma soprattutto quelle dell’anima».
Ortis ha svelato la struttura di uno spettacolo moderno ma dal cuore antico che avrà come effetto speciale la parola e che racconterà Natuzza dalla nascita negli anni ’20 fino alla morte, attraversando la Calabria poverissima del primo e secondo dopoguerra. Una terra che ha trovato nella civiltà contadina un vero e proprio riscatto. «È una storia incentrata sulla sacralità della maternità, sulla parola ‘Madre’. Ci siamo accostati a questo tema come ci si accosta a un luogo sacro. Ringrazio Ruggero che è un imprenditore: la cultura è impresa e lui ha deciso di investire per amore».
A dare il volto alla mistica sarà l’attrice calabrese Annalisa Insardà, che ha descritto l’approccio metodologico e l’impatto emotivo del ruolo: «Ho accettato subito, ma solo dopo ho compreso il peso di questa responsabilità. Mi affaccio all’interpretazione con il massimo rispetto, precisione e una profondità che mi radica nel territorio ma mi porta oltre. Natuzza era una donna senza strumenti intellettuali, vissuta in un entroterra povero, ma è proprio lì che si è manifestato il divino».

E poi, la testimonianza intima e toccante di Ruggero Pegna: «Fortunata di Dio non è solo un progetto teatrale, ma un appuntamento con il destino scritto da sempre. Ogni vita è una linea. A volte le linee camminano distanti, altre volte si incrociano. La mia si è incrociata con quella di Natuzza sin da bambino, perché mio padre era devoto. Poi, quando fui colpito da una leucemia fulminante, le sue parole per me furono la prima, vera terapia».
Pegna ha aggiunto che l’intero ricavato sarà destinato alla Fondazione Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime di Paravati, nata nel 1987 su ispirazione della stessa Evolo in base alle indicazioni ricevute dalla Madonna durante una delle apparizioni da lei descritte.
La colonna sonora originale sarà eseguita dal vivo dal compositore e pianista Francesco Perri, affiancato da un ensemble di livello: Pierpaolo Greco al violoncello, Stefano De Marco alla chitarra, Michele Potenza alle percussioni ed Enza Cristofaro alla voce. «Sono molto felice che Ruggero abbia abbracciato questa impresa titanica», ha dichiarato Perri. «Ortis è uno dei registi più interessanti e visionari del panorama nazionale. La musica non è mai un semplice sottofondo, ma è formata da elementi che vanno a costruire l’anima profonda di ogni singolo personaggio».
Il cast che salirà sul palco del Rendano è di primissimo piano. Accanto ad Annalisa Insardà e allo stesso Ortis, ci saranno Leonardo Mazzarotto, gipeto, Michele Radice, Valeria Zazzaretta e Luca Attadia. Le scenografie portano la firma di Lele Moreschi, il disegno luci e gli effetti speciali di Virginio Levrio, i costumi di Angelina da Bari e la consulenza di Gianmario Pagano.
Elvira Sangineto
