Dolce, digeribile e un tempo persino usata come moneta di scambio con i pastori lucani: la cipolla bianca di Castrovillari conquista il riconoscimento di Presidio Slow Food. Sei giovani produttori hanno riportato in vita questo bulbo chiaro e saporito, simbolo della città del Pollino, grazie anche al progetto regionale “Presidiamo la Calabria”.
Coltivata un tempo lungo i terreni fertili vicino ai corsi d’acqua, la cipolla era quasi scomparsa con l’abbandono delle campagne. Oggi, dopo la riscoperta dei semi conservati dai coltivatori custodi e il sostegno della denominazione comunale, sfiora i venti ettari coltivati e raggiunge il mercato sia fresca – ottima anche il gambo nelle frittate – sia trasformata in conserve, paté o versioni disidratate.
Raccolta tra maggio e giugno, può arrivare a pesare un chilo ed è apprezzata per il sapore più dolce della rossa di Tropea e per il bassissimo contenuto di acido piruvico, che la rende “una cipolla che non fa piangere”. Tradizionale ingrediente di piatti come pane cotto, zuppe di legumi e le “uova in purgatorio”, era la compagna dei contadini nelle lunghe giornate di lavoro grazie all’elevata presenza di acqua e sali minerali.
Il Presidio, sostenuto dalla Regione Calabria, conferma la ricchezza della biodiversità locale e l’orgoglio di una comunità che ha scelto di proteggere e valorizzare una delle sue eccellenze più antiche.




