Al Bistrot Deodato, una serata sospesa tra la storia centenaria di Cirò e la contemporaneità di una linea di vini nata per raccontare l’amore.
Si è tenuta ieri, presso il Bistrot Deodato nel centro storico di Tropea, la presentazione ufficiale di “Oltre la Soglia”, il progetto strategico che segna l’evoluzione del marchio Cantine Zito. L’evento ha illustrato la nuova direzione intrapresa dall’azienda, focalizzata sulla revisione dell’identità visiva e sul potenziamento dell’offerta di fascia alta per rispondere alle dinamiche e alle esigenze dei mercati moderni.
Per un’azienda che vanta oltre un secolo e mezzo di attività, il cambiamento non è mai un processo superficiale, ma una delicata operazione di equilibrio tra memoria e futuro. La strategia presentata a Tropea evidenzia proprio questa transizione: si tratta di una ristrutturazione produttiva e d’immagine studiata per dialogare con i consumatori moderni.
L’esigenza di ridefinire il posizionamento del marchio è stata sintetizzata dallo stesso Valentino Zito, che ha sottolineato la volontà di superare i canali commerciali finora consolidati: “Il nostro obiettivo era proporre un’immagine dirompente e, al contempo, vini capaci di rispondere alle aspettative del consumatore contemporaneo, oggi orientato verso freschezza, pulizia aromatica e scorrevolezza. Con questo progetto superiamo la nostra storica presenza nella grande distribuzione per posizionarci direttamente nei canali d’eccellenza del settore.”


Il cambio di marcia produttivo e commerciale è il risultato di un profondo sforzo sinergico che ha coinvolto l’intera struttura aziendale. La nuova direzione unisce la competenza dell’enologo e lo sviluppo in cantina alla dedizione di Stefano Zito, responsabile della gestione agronomica dei vigneti, e alla visione di Francesco Zito.
Un percorso di crescita strategica che ha trovato una spinta determinante nel coordinamento di Pasquale Perri, promotore della coesione tra le diverse professionalità coinvolte, e nel supporto operativo di Rosella Ruggiero all’interno del team di sviluppo.
La nuova identità di Cantine Zito, svelata con il progetto “Oltre la Soglia” e firmata dall’agenzia Desme Digital, nasce da una profonda riscrittura del segno grafico, dei nomi e della narrazione dello storico marchio di Cirò.
La nuova proposta si articola in cinque referenze premium pensate per assolvere a due funzioni commerciali complementari. Se i monovigneti Greco Nero e Pecorello (IGT Calabria) hanno il compito di consolidare la riconoscibilità immediata del brand grazie al logotipo Zito che domina la composizione dell’etichetta, il trittico composto da Animanuda, Puragioia e Ardecuore (Cirò DOC) costruisce un racconto profondo incentrato sulla convivialità e sulla condivisione.
Il trittico poggia le sue radici nella filosofia della Magna Grecia, territorio d’origine della cantina, richiamando le diverse nature dell’amore che gli antichi greci codificarono in termini distinti: eros (passione), philia (amicizia e condivisione) e agape (amore universale). Lo studio del naming traduce queste tre dimensioni in tre parole composte italiane, studiate per garantire immediata memorabilità e per vivere sul mercato come identità autonome.
Come evidenziato da Alessandra Corrado, la transizione e la mutevolezza delle emozioni umane trovano una corrispondenza fisica sul packaging di questi tre vini. Le etichette rinunciano a figure statiche o didascaliche per accogliere “campi di presenza” definiti da un degradé continuo, in cui ogni stato cromatico scivola fluidamente in quello successivo.

La scelta di Tropea come palcoscenico per il debutto di “Oltre la Soglia” non è stata casuale. Pur essendo la cantina profondamente radicata nel territorio storico di Cirò, la perla del Tirreno è stata individuata come la vetrina d’eccellenza ideale per aprirsi ai mercati internazionali e alla ristorazione di fascia alta, rappresentando essa stessa un luogo di confine e di incontro, dove la roccia si apre sul mare proprio come il brand si apre alla contemporaneità.
In questa cornice suggestiva, la degustazione tecnica di ieri sera, moderata dal giornalista Vincenzo Alvaro, è stata affidata alla conduzione sinergica di Guglielmo Gigliotti, master sommelier, e di Rachele Grandinetti, sommelier e giornalista. I due professionisti hanno accompagnato gli ospiti in un vero e proprio viaggio sensoriale e narrativo, decodificando non solo le caratteristiche organolettiche e la freschezza delle nuove etichette, ma anche il valore delle parole e dei concetti che guidano questo importante capitolo evolutivo della cantina.
La proposta si è aperta con il Cirò DOC Bianco Animanuda, un Greco Bianco teso e pulito, a cui è seguito il Pecorello Calabria IGT, un autoctono fresco e minerale. Spazio poi a Puragioia, un Cirò DOC Rosato equilibrato e dai profumi floreali, per chiudere infine con il Greco Nero Calabria IGP, un rosso morbido, vellutato e di facile beva.



La serata di Tropea non ha rappresentato semplicemente la presentazione di una linea di bottiglie, ma la dichiarazione d’intenti di un’azienda che sceglie di evolversi senza rinnegare le proprie radici. Attraversando questo confine ideale, Cantine Zito dimostra come sia possibile traghettare un patrimonio storico di oltre centocinquant’anni nel futuro.
La fusione tra una conduzione agronomica rigorosa nei vigneti, una visione enologica orientata alla pulizia del sorso e un design visivo di forte impatto tipografico traccia una strada chiara per il domani del marchio. Il cammino di questa collezione è appena iniziato, ma le premesse parlano già di un progetto solido, coerente e destinato a ridefinire gli standard d’eccellenza del panorama vitivinicolo calabrese.
Fortuna Mazzeo
