Sì è svolto ieri, nella suggestiva cornice dell’Auditorium Comunale “Franco Battiato” a Rose (Cs), lo spettacolo “Maleficent – L’amore che salva”, firmato da La Voce dell’Arte, casa di produzione teatrale e cinematografica con sede a Luzzi, guidata dalla direttrice artistica, regista e pedagogista teatrale Iole Brogno.
Attraverso una rilettura inedita e originale, i giovani attori hanno raccontato la storia di una Maleficent diversa dagli stereotipi della classica antagonista. Ferita dal tradimento dell’uomo che ama e segnata da una profonda sofferenza, la protagonista si lascia consumare dalla rabbia fino a ostacolare l’amore tra Aurora e Filippo. Eppure, dietro quella corazza, continua a sopravvivere una scintilla di luce. Particolarmente significativa la scena finale: a spezzare l’incantesimo che ha colpito Aurora non è il tradizionale bacio del principe, ma la carezza dell’amore materno. Una scelta che ribalta la narrazione fiabesca più conosciuta: nessuna donna ha bisogno di essere salvata da un principe azzurro, perché è già completa, forte e capace di riconoscere il proprio valore.
La rappresentazione ha riscosso grande successo con una sala gremita di genitori e di tanti spettatori accorsi numerosi per condividere una serata di arte ed emozioni. Presenti anche il sindaco del Comune di Rose, Roberto Barbieri, e l’assessore Tonino Imbrogno, che si sono complimentati per l’alto valore educativo e culturale dell’iniziativa. Un ringraziamento va all’Assessore alla cultura, Antonio Canino, per la preziosa collaborazione.
Ancora una volta il teatro ha dimostrato la sua funzione più autentica, quella che Aristotele definiva catarsi: una purificazione dell’anima che avviene attraverso l’immedesimazione. In un mondo che corre veloce, il teatro ci ricorda che essere umani significa sentire, riuscire ad abitare i sentimenti altrui e accogliere le fragilità dell’altro come se fossero le nostre.

Un plauso speciale ai giovani attori: Alessia Barcello, Antonietta Ciardullo, Miriam Martino, Miriam Docimo, Rebecca Montimurro, Luigi Montimurro, Annasole Scalercio, Emma Ciardullo, Camilla Talarico, Karol Pio Meringolo e Mattia Leone.
A Iole Brogno e ai suoi collaboratori de La Voce dell’Arte va l’augurio di continuare a coltivare sogni, talento e bellezza, affinché questa realtà possa continuare a rappresentare un prezioso presidio culturale e formativo per il territorio. Perché quando il teatro educa, emoziona e unisce, il sipario che si chiude non è mai una fine, ma sempre l’inizio di una nuova storia.
Elvira Sangineto
