Passione petanque: in crescita la disciplina boccistica che da Reggio Calabria prova a fare proseliti ad Acri

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Roma chiama, Acri risponde. Se nella Capitale la nazionale italiana di bocce conquista un oro e un bronzo al mondiale di petanque appena concluso al Galoppatoio di Villa Borghese, la disciplina boccistica (un po’ Cenerentola in Italia, ma la più praticata a livello mondiale) muove i suoi primi passi in questo angolo di Calabria, da sempre appannaggio della raffa, come tutto il cosentino.

Così in un sabato di fine estate l’ASD Ortì Petanque, squadra dell’omonimo borgo di Reggio Calabria che per prima ha portato la specialità boccistica dal Dna francese in Calabria, ha tenuto a battesimo in trasferta il torneo promozionale della disciplina. L’occasione è stata la due giorni dedicata alla riscoperta delle antiche tradizioni – dalla vendemmia ai giochi tradizionali – organizzata dagli Amici del Gruppo “Sei di Montagnola se… nell’omonima contrada del comune presilano.

“L’idea mi è venuta dopo uno scambio di battute con un amico a Bardolino” – spiega il promotore dell’iniziativa Francesco Gradilone, acrese di nascita ma da anni emigrato nel comune veneto dove fa parte della società della squadra boccistica locale -. Così la settimana scorsa, sul Longolago di Bardolino, abbiamo portato tantissime classi di bambini a giocare a raffa prima e a petanque poi”. Da qui l’idea di portare la petanque anche a Montagnola, dove negli anni 70′ si giocava una variante della raffa che ricorda la specialità, abbinandola ad un torneo di “48”, antico gioco delle bocce che consiste nel colpire a volo una delle tre bocce posizionate a terra una dietro l’altra e precisamente distanziate tra loro proprio lo spazio di una boccia.

E se la riscoperta del “48” ha i tratti dell’amarcord, l’arrivo della petanque ad Acri e in provincia di Cosenza ha un valore dimostrativo e non solo simbolico. Dopo Ortì, nel reggino recentemente sono nate squadre di petanque anche a Villa Arangea, Gambarie e Gioia Tauro. L’obiettivo è quindi quello di superare i confini della provincia di Reggio Calabria affinché anche in Calabria la disciplina possa avere massima diffusione (come la sorella maggiore raffa e, in misura minore, il volo), al pari delle regioni del nord Italia, e anche per poter far partire gare e tornei agonistici a carattere regionale. “Ci stiamo impegnando al massimo perché questa disciplina possa prendere piede in tutta la regione – spiega Guglielmo Votano dell’ASD Villa Arangea, da sempre massimo punto di riferimento della disciplina in Calabria -. L’obiettivo è quello di poter avere presto una decina di formazioni, sparse nelle diverse province calabresi, anche se lontane”. La strada è tracciata e la speranza di Votano sembra potersi far concreta nel futuro prossimo nel lametino, oltre che in provincia di Cosenza.

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Da sx Santo Saccà e Cosimo Spanò, giocatore e presidente dell’ASD Ortì, Francesco Gradilone, promoter dell’iniziativa, Guglielmo Votano, responsabile petanque del Comitato regionale Fib Calabria, e Mimmo Cariddi, vice presidente Ortì.

Il battesimo di Montagnola sarà di buon auspicio per l’avvento della petanque nel cosentino? “A parte un po’ di scetticismo iniziale, ho visto tanta curiosità e interesse”, spiega Gradilone. Il torneo promozionale che non ha avuto nè vincitori e né vinti ha, infatti, permesso a diversi appassionati e giocatori della raffa di conoscere le fasi di gioco e i fondamentali della petanque”. Soddisfatto dell’approccio Votano che da anni, insieme al delegato provinciale FIB Reggio Calabria, Antonino Canale, si occupa con impegno e dedizione anche della promozione del gioco delle bocce e delle sue discipline nelle scuole di ogni ordine e grado.

E come sempre una partita di bocce è anche occasione di incontro intergenerazionale e di socializzazione.

A margine dell’evento promozionale di Montagnola, la pista di bocce che ha ospitato le dimostrazioni è stata dedicata ad Angelo Gradilone, papà di Francesco. Omaggiato anche il ricordo di altri due giocatori, Antonio Oriolo e Raffaele Cofone.

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