Nel cuore delle colline pre-silane, Santa Sofia d’Epiro, borgo arbëreshë adagiato tra storia e natura, ha celebrato il mese scorso la sua Primavera Arbëreshe: una manifestazione che è molto più di una semplice festa folkloristica. Si tratta di un momento profondamente identitario, capace di riunire le comunità arbëreshe della provincia di Cosenza per condividere e rinnovare un patrimonio culturale unico.
La manifestazione si svolge ogni anno nel mese di maggio, in concomitanza con i festeggiamenti dedicati a Sant’Atanasio, patrono del paese. Per l’occasione, Santa Sofia d’Epiro si trasforma in un crocevia di memoria, riti e cultura viva: le sue strade si animano di suoni, colori, danze e costumi tradizionali, grazie alla partecipazione entusiasta di gruppi provenienti da altri centri arbëreshë della Calabria.
La Primavera Italo-Albanese — così viene chiamata la festa — è un evento che intreccia musica, danze popolari, cucina tipica, sfilate in abiti tradizionali e momenti di riflessione culturale, diventando al tempo stesso celebrazione e testimonianza. Un vero e proprio atto collettivo di resistenza culturale, che guarda al futuro senza dimenticare il passato.
Durante l’evento, abbiamo avuto il piacere di incontrare il prof. Francesco Scorza, studioso della cultura arbëreshë ed in particolare dei rinomati abiti da cerimonia, veri e propri gioielli della tradizione. Il costume femminile, ricco di ricami in oro e dettagli preziosi, rappresenta uno degli elementi più distintivi e affascinanti dell’identità arbëreshë. Il professore ci ha raccontato l’importanza simbolica di questi abiti e ci ha offerto uno sguardo approfondito sulla storia della Primavera Arbëreshe, sottolineandone il valore antropologico e culturale.
In occasione del 65° anniversario della manifestazione folkloristica, il prof. Scorza ha ricevuto un riconoscimento ufficiale dal Comitato “Festa Sant’Atanasio il Grande”, con una motivazione che racchiude il senso più profondo dell’intera iniziativa:
“Sessantacinque anni di Vjesh, di balli e di canti tramandati da madre in figlio, eco di una antica radice arbëreshë, voce viva della nostra storia, per il suo impegno a portare avanti le tradizioni di una cultura ben radicata nel territorio calabrese.”
Con determinazione e orgoglio, la comunità arbëreshë di Santa Sofia continua a trasmettere i propri valori, mantenendo vivo l’uso della lingua madre, i riti greco-bizantini, le usanze religiose e i gesti quotidiani di una tradizione che resiste al tempo. In un’epoca in cui molte identità locali rischiano di perdersi, questo borgo rappresenta un esempio concreto di come sia possibile custodire le proprie radici pur aprendosi al mondo.
La Primavera Arbëreshe è quindi un’occasione emozionante e autentica per rafforzare il legame tra le generazioni, rinsaldare l’appartenenza alla comunità e celebrare la ricchezza della diversità culturale. Una rinascita che si ripete ogni anno, come un rito necessario, e che racconta la storia di un popolo fiero, capace di guardare avanti senza mai dimenticare chi è e da dove viene.
Fiorenza Gonzales

