I nuovi format domenicali con Federica Di Lieto nel bistrot di Maria Caputo nel centro storico di Cosenza
Nel cuore del centro storico di Cosenza, tra i vicoli che conducono al Duomo, al Teatro Rendano e alla suggestiva Villa Vecchia, esiste un luogo in cui il tempo sembra rallentare e la domenica torna a essere un rito: il Bistrot Antica Salumeria Telesio, guidato da Maria Caputo.
A dieci anni dall’apertura, il progetto avviato da Maria Caputo in una storica salumeria del centro storico ha trovato una sua forma compiuta, trasformandosi in un bistrot senza perdere il legame con la funzione originaria del luogo. Tutto nasce dall’inserimento di pochi tavolini, pensati per offrire a passanti e turisti la possibilità di fermarsi e degustare i prodotti del territorio. Da quella scelta iniziale, si è avviato un processo di crescita graduale che ha portato all’ampliamento degli spazi e alla definizione di un’identità precisa, a metà tra bottega e luogo di accoglienza gastronomica.
L’idea di Maria era di offrire una pausa dal sapore calabrese ai turisti e passanti in visita al centro storico, con la semplice proposta di un tagliere di degustazione di salumi e formaggi, abbinato a un calice di vino.


Con il tempo, quello che era un presidio artigianale si è trasformato in un riferimento gastronomico: non più soltanto una salumeria, non ancora un ristorante, ma una forma ibrida di ospitalità urbana, dove la possibilità di assaggiare una selezione ampia di prodotti calabresi diventa esperienza quotidiana.
Oggi il bistrot si è affermato come un luogo di sosta e di cucina, dove la proposta ruota attorno a piatti genuini, territoriali e rigorosamente legati alla stagionalità.
Durante la settimana la proposta resta ancorata a un principio preciso: seguire il ritmo della terra. È una cucina che si misura con la stagionalità, quasi ad “ascoltare l’orto”, secondo una sensibilità che rimanda alle abitudini domestiche di una volta. Pipi e patate, parmigiana di melanzane, insalate di pomodoro d’estate, poi minestre, asparagi e carciofi quando la stagione lo richiede: una sequenza che cambia insieme al tempo naturale degli ingredienti.
Non si tratta soltanto di una scelta tecnica, ma di un approccio culturale che rimette al centro la relazione tra cibo e stagione, con un valore quasi educativo. L’obiettivo è riportare l’attenzione sulla qualità della materia prima e sulla semplicità consapevole, ribadendo che il benessere passa anche attraverso ciò che cresce nel proprio tempo.


La domenica, per il bistrot di Maria Caputo, è normalmente un giorno di chiusura. Ed è proprio su questa consuetudine che si innesta la novità del progetto domenicale a pranzo, pensato come eccezione e occasione speciale di apertura. La domenica diventa, così, un tempo dedicato alla convivialità e alla pausa. Come racconta Maria, “le domeniche a pranzo sono per coccolarsi: oggi si va meno a mangiare dalle nonne, si vive la domenica con la famiglia, ci si prende il proprio tempo e si passa una giornata diversa dal solito”, restituendo al giorno festivo un valore più libero.
Da qui nasce la collaborazione con la chef Federica Di Lieto. Il lavoro condiviso punta a rendere il centro storico più vivo anche nei giorni meno frequentati, offrendo una proposta gastronomica contemporanea, senza tradire la tradizione.
Dal 19 aprile prende il via la nuova stagione di eventi domenicali con “Pop Baccalà”, un format che nel nome sintetizza la sua identità: popolare, accessibile e accattivante. Per Federica Di Lieto “il baccalà, ingrediente identitario della tradizione cosentina, è una tela bianca, capace di assorbire e amplificare ogni sapore se lavorata con rispetto”.


Il format supera la struttura tradizionale del pranzo: niente successione rigida di antipasto, primo e secondo, ma una degustazione libera pensata per favorire convivialità e ritmo fluido a tavola. I piatti nascono da contaminazioni che partono dalla Calabria e si aprono ad altre tradizioni, dando vita a un dialogo gastronomico che rilegge preparazioni e suggestioni in una chiave nuova e contemporanea.
La domenica del 26 aprile il percorso prosegue con “Brunch & Bollicine“, un format che sposta ancora il linguaggio senza perdere il legame con il territorio. Le uova, elemento cardine della proposta brunch, arrivano da Serragiumenta, mentre il resto della selezione si articola tra preparazioni salate, prodotti locali e aperture verso contaminazioni internazionali.
In accompagnamento, le bollicine calabresi e i cocktail a base spumante costruiscono una lettura più contemporanea dell’aperitivo domenicale, a cui si aggiunge anche il cold brew tonic, in un equilibrio costante tra identità locale e suggestioni globali.

Il progetto di Maria Caputo e Federica Di Lieto segue una direzione precisa: attualizzare un luogo storico senza alterarne l’identità, facendo del bistrot uno spazio di relazione in cui si intrecciano generazioni diverse, sensibilità e diverse culture del gusto.
La programmazione non si esaurisce con la primavera. Tra maggio e giugno il calendario si arricchisce ulteriormente con nuovi format pensati per ampliare l’esperienza domenicale, andando oltre la sola dimensione gastronomica. Il centro storico diventa così scenario di una contaminazione più ampia, che coinvolge anche artisti locali – musicisti e illustratori – chiamati a intervenire durante gli appuntamenti. Il pranzo si apre così a una dimensione performativa, in cui il cibo dialoga con le arti visive e l’intrattenimento leggero.
Una traiettoria che consolida l’idea di fondo: restituire al centro storico una funzione attiva, non solo di passaggio ma di permanenza, attraverso esperienze capaci di intrecciare cucina, cultura e socialità.
Fortuna Mazzeo

