Torano Castello: un corso di informatica diventa laboratorio di comunità

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Tutto è iniziato con un corso di informatica gratuito pensato per avvicinare i cittadini agli strumenti digitali, ormai indispensabili nella vita quotidiana. Un percorso nato lo scorso anno dall’impegno di Eraldo Aita, formatore informatico con una lunga esperienza alle spalle, che ha messo a disposizione oltre venti computer portatili di sua proprietà per offrire a tutti la possibilità di imparare. Quello che poteva restare un semplice corso si è trasformato in qualcosa di profondo: un’iniziativa capace di intrecciare competenze digitali e identità culturale.

Durante uno degli incontri, come sempre tenutosi in biblioteca, mentre scorrevano sul computer alcuni materiali digitali realizzati da Eraldo e legati alla storia calabrese, la corsista Clementina Biamonte ha posato lo sguardo sugli scaffali ricchi di volumi dedicati alla storia del paese. Da qui è nata l’idea: realizzare un progetto multimediale sul centro storico di Torano e di Sartano, coinvolgendo tutti i partecipanti e unendo informatica e memoria storica.

Da quell’intuizione hanno preso forma due eventi pubblici, frutto di mesi di lavoro collettivo, impegno e passione. Fondamentale la collaborazione con Arsenio Albanito, che ha curato l’organizzazione e la gestione delle attività, contribuendo a creare un ambiente accogliente e partecipato.

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Il primo evento si è svolto lo scorso 26 aprile presso la sala polifunzionale di Torano Castello. L’apertura è stata affidata a una poesia scritta da Anna Domanico e Ludovica Malito e declamata da Erminia Albino. A seguire, una serie di presentazioni in formato digitale con il supporto tecnico curato da Williams Mansueto: Didina Paun ha illustrato i principali punti di riferimento della comunità toranese, come gli archi di Santa Barbara, la Porta del Vaglio, il Monumento ai Caduti e la torretta bizantino-medievale. Ida Raimondo si è concentrata sulle chiese, approfondendo le chiese di San Giovanni, San Pietro, Santa Maria e la Chiesa Matrice di San Biagio, mentre Laura Perrotta ha guidato il pubblico tra i palazzi storici: Caputo, Caccuri, Baviera e Cavalcanti.

All’evento hanno preso parte il sindaco Lucio Franco Raimondo e Domenico Re, presidente dell’associazione Hapax Legomenon.

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La seconda tappa si è svolta ieri a Sartano e ha acceso i riflettori sui misteri, le tradizioni e le peculiarità della comunità. Anche in questo caso l’introduzione è stata affidata alla poesia: Miranda Cariati ha declamato alcuni testi scritti dal padre Corradino, soffermandosi sul “pulejiu” o “Sangiuvanni”, una tradizione molto sentita e praticata. Anna Tucci ha curato le grafiche integrando strumenti di intelligenza artificiale, mentre Tania Albanito e Assunta Ferraro hanno portato alla luce alcune curiosità del territorio, tra cui le caratteristiche case in paglia e creta dette “mattunazzi” e la suggestiva “Prucineddra”, cioè la festa dedicata a Santa Lucia. Ad impreziosire l’incontro, gli interventi di Gildo Anthony Urlandini, insegnante e giornalista, e del sindaco Raimondo.

Quello nato a Torano Castello non è più soltanto un corso di informatica: è diventato un vero e proprio laboratorio di comunità, un esempio concreto di come la tecnologia possa trasformarsi in uno strumento utile per riscoprire le proprie radici e rafforzare il senso di appartenenza.

Elvira Sangineto