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Congresso Flai Cgil di Cosenza

COSENZA – Il rieletto segretario della Flai Cgil di Cosenza, Adriano Savaia, preferisce chiudere la sua relazione a braccio: “Questa parte finale non l’ho neanche scritta, perché così riesco ad esprimermi meglio”. Una promessa che trova conferma nella passione e nella decisione che emergono dalle sue parole: “O nella forestazione si svolta oppure ci mobiliteremo, non è possibile andare avanti con questa gestione fallimentare affidata a Michele Trematerra, il peggiore assessore regionale di sempre”. Una determinazione che tocca anche la vertenza di Vegitalia, azienda giapponese di San Marco Argentano che ha annunciato 57 licenziamenti. “Domani terremo un’assemblea di fabbrica e decideremo come contrastare questo provvedimento” fa sapere il confermato segretario.

Le frasi nette e precise di Savaia si specchiano negli applausi della platea e negli interventi che arricchiscono il congresso concluso dal segretario regionale della Flai Cgil, Santino Aiello -“bisogna ripartire dal territorio per rilanciare l’economia” -, e dal segretario nazionale della Flai Cgil, Stefania Crogi, che condivide l’appello alla lotta di Savaia, “se non basterà la mobilitazione regionale, ci muoveremo a livello nazionale perché la forestazione è fondamentale per lo sviluppo”. Tra gli interventi più apprezzati, quello di Giovanni Donato, segretario della Cgil di Cosenza, con una lunga militanza nella Flai, che ripercorre le battaglie storiche del suo sindacato, prime fra tutte lo stop al progetto di privatizzazione di Arssa e Afor e la stabilizzazione di molte categorie di lavoratori precari.

Il dibattito congressuale tocca le complesse problematiche delle categorie rappresentate dalla Flai, a iniziare dall’agricoltura che in Calabria, in termini di occupazione e reddito, pesa circa il doppio rispetto al resto d’Italia. Loris Pesce, responsabile immigrazione della Cgil di Cosenza, rivendica un importante risultato raggiunto: “Abbiamo ottenuto per la prima volta una legge che definisce il caporalato reato penale. Il caporalato è ancora molto presente in provincia, spesso straniere assunte come badanti vengono sfruttate in nero in agricoltura”. Savaia, dal canto suo, si dice “convinto che bisogna puntare su un modello di sviluppo competitivo, sostenibile, multifunzionale ed integrato del settore agricolo e agroindustriale dei territori rurali. Purtroppo, a più di un anno dalla nascita dell’Arssac, nulla è cambiato”. Dopo aver ricordato l’importanza dei consorzi di bonifica, Savaia si concentra sulla forestazione, criticando la nuova agenzia Calabria Verde e chiedendo successivamente l’avvio di “un piano straordinario per il lavoro e la salvaguardia del territorio e la tutela ambientale”, a partire dalla stabilizzazione dei lavoratori impegnati nella salvaguardia ambientale. “Le risorse ci sono – conclude -. Penso ad esempio ai fondi comunitari 2007-2013 non ancora utilizzati e alla programmazione comunitaria 2014-2020”.

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