8@30 in piazza

L’ assessore Pugliano replica al Pd

CATANZARO – Non sono mai stato alimentato, culturalmente e politicamente, dalla polemica nei confronti di chi non ha fatto o fatto male.Non posso, però, leggere e non commentare quanto scritto dagli on.li Battaglia, Guccione, Naccari e De Gaetano in merito alla emergenza rifiuti, assegnandone al sottoscritto ed all’Amministrazione Scopelliti la responsabilità, senza alcun esame di coscienza sulle rispettive responsabilità di governo nel recente passato.Mi sembrano quattro medici capaci, soltanto, di confermare una diagnosi ovvia, sulla malattia grave in cui versa il sistema, ma incapaci di individuarne la eziologia ed indisponibili a pensare , sostenere ed attuare una terapia curativa.Sul sistema dei rifiuti, dovrebbero confessare che, nelle funzioni di governo regionale, non hanno saputo dedicare alcuna attenzione né, tanto meno, indirizzare alcuna risorsa della Programmazione 2007/2013, lasciando tutti gli spazi ad investimenti dei privati e, quindi, caricando sulle spalle dei cittadini, attraverso la tariffa, i costi di ammortamento degli stessi investimenti.La mancanza di risorse nella Programmazione 2007/2013 ha impedito al governo Scopelliti di attivare un Piano di Interventi prima del 2013, anno in cui si è data la massima priorità alle politiche ambientali ed al sistema dei rifiuti, investendo 250 milioni di risorse rinvenienti dagli Obiettivi di Servizio e dalla nuova Programmazione, per il completamento e l’ammodernamento del sistema impiantistico.E’ partita, quindi, con Scopelliti e Pugliano, la fase della terapia sul sistema malato, che utilizza i tre principi fondamentali di un sistema efficiente: la Prevenzione, la Prossimità e l’Autosufficienza territoriale.

1) La Prevenzione, cioè tutte le misure adottate prima che un prodotto diventi rifiuto, mirata a ridurre la produzione dei rifiuti attraverso il riciclo e riuso, rendendo efficienti per tale finalità gli impianti e stimolando una Raccolta Differenziata seria, attraverso una tariffa modulare, che si riduce per premiare i comuni virtuosi che fanno la differenziata ed aumenta per penalizzare i comuni viziosi che non la fanno.
2) La Prossimità, cioè le distanze tra punto di produzione del rifiuto e punto dove lo stesso deve essere selezionato, riciclato e smaltito, per la parte residuale che non può essere recuperata, per accorciarle e ridurre gli impatti ambientali del traffico veicolare.
3) L’Autosufficienza territoriale, cioè ogni territorio deve gestirsi i propri rifiuti.

Il Piano, approvato dalla Regione nel 2013, punta a raggiungere tali obiettivi, partendo col realizzare il piede a Nord della Calabria, visto che, nel 2002, il sistema dei rifiuti è stato progettato per reggersi su un tripode ma che, ad oggi, sono stati realizzati solo il piede a Centro e quello a Sud. Finché non si realizza l’impianto a nord, il sistema è squilibrato e scricchiolerà sempre.Sul tema dei rifiuti serve uno scatto d’ orgoglio dei calabresi, superando ogni divisione o contrapposizione, uno sforzo generale a ridurre la produzione dei rifiuti attraverso una Raccolta Differenziata responsabile, che produce vantaggi dal punto di vista del decoro urbano, della tutela dell’ambiente, della salute dei cittadini e vantaggi economici.Serve anche responsabilità sociale ad agevolare la realizzazione degli interventi necessari, a partire dall’impianto a Bisignano, perché non è più sopportabile ed accettabile che l’area Nord della Calabria, che produce un terzo dei rifiuti regionali, dopo 12 anni, voglia continuare ad indirizzare i propri rifiuti in casa altrui.

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