Cultura&Spettacolo

Dopo 20 anni rientra a Pentone (Cz) il quadro di Francesco Colelli (FOTOGALLERY)

PENTONE (CZ) – La Madonna e S. Anna guardano l’osservatore, ma il movimento delle mani sposta l’attenzione sul Bambino. S. Antonio e il Bambino si guardano. È il quadro di Francesco Colelli, la Madonna delle Grazie tra i santi Antonio e Anna, rientrato a Pentone dopo circa venti anni. Questa mattina la tela è stata presentata alla comunità nella chiesa San Nicola di Bari. Sono intervenuti il parroco, Don Gaetano Rocca (che ha anche benedetto l’effigie) e il presidente della Pro Loco di Pentone – UNPLI Catanzaro, Vitaliano Marino. Amerigo Marino ha letto la descrizione dell’opera. Presenti la Protezione Civile di Pentone e, per l’amministrazione comunale, Angelina Capicotto. Nella mostra a cura della Pro Loco, sono stati illustrati anche la vita di Francesco Colelli e le altre opere presenti in zona. Parrocchia e Pro Loco si sono impegnate a organizzare un convegno per approfondire la conoscenza del quadro e del pittore.

L’olio su tela di Francesco Colelli era stato ritrovato circa venti anni fa dal parroco di allora, Don Erminio Pinciroli. Dopo il restauro a cura della Soprintendenza, fatto da Gianluca Nava, il quadro rientra finalmente a Pentone. I lavori sembrerebbero confermare l’ipotesi secondo cui, in origine, fosse più alto e presentasse le figure intere dei due santi. Tra gli elementi caratteristici di Francesco Colelli, gli angeli reggi-corona. Ma non si tratta dell’unica opera attestata nella Presila catanzarese. La Madonna della Grazie tra i santi Antonio e Anna, infatti, è stata connessa da Giuseppe Valentino ad opere presenti nel Museo d’Arte Sacra di Zagarise, nella chiesa di Magisano e nella chiesa di S.Pietro e Paolo ad Albi.

Francesco Colelli, infatti, risulta attivo nel catanzarese. Il pittore nasce a Nicastro il 27 gennaio 1734 da Teodora De Napoli e Domenico Colelli. In una famiglia che, nel feudo dei d’Aquino, occupa una posizione di rilievo. Al 1759 risale la più antica tela attribuita al pittore, la Trinità Dolente. Nel 1770 Francesco sposa D. Costanza Gigliotti. La coppia avrà due figli, Domenico Antonio e Giovanna. Negli anni ’70 e ’80 Francesco Colelli è particolarmente attivo. Tele e affreschi si ritrovano a Carlopoli, Nicastro, Castagna e Nocera Terinese. E ancora, a Pedivigliano, Mesoraca, Badolato, Maida. A Zagarise si trova una Via Crucis da lui realizzata. Almeno dal 1797 Francesco Colelli è a Catanzaro: nella provincia lavora alla ricostruzione di molte opere, avviata in seguito al terremoto del 1783. Ma il pittore si è recato nel catanzarese già prima del terremoto. Ad esempio, come molti altri artisti calabresi, è stato a Taverna richiamato dalla fama di Mattia Preti. A fine ‘700 il Sud è attraversato da stravolgimenti politici e brigantaggio. Ma i lavori nella provincia proseguono. Al 1813 risale un ciclo pittorico presente a Magisano: quasi ottantenne – secondo gli esperti – Francesco Colelli presenta ancora una «capacità esecutiva sorprendente». Il pittore morirà a Zagarise il 17 gennaio 1820, appena 11 giorni dopo la morte del figlio.

 

 

Rita Paonessa

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