Cultura&Spettacolo

ImprovviseAzioni per pensare e liberarsi Dal 4 al 30 Giugno concerti, performance e laboratori aperti a tutti all’Università della Calabria.

COSENZA – La penna sul foglio, il foglio tra le mani: tremano causa onde sonore da Takabum, collettivo di strumenti a fiato e percussioni. La formazione ha aperto la presentazione di ImprovviseAzioni , rassegna di concerti/laboratori/incontri/performance, promossa dall’Università della Calabria in collaborazione con il Dipartimento Jazz del Conservatorio di Cosenza. Forse una’anticipazione delle settimane – dal 4 al 30 giugno – fitte di appuntamenti tra teatro Cams, Piccolo Teatro e Teatro Auditorium dell’Unical.

Gli elementi dei Takabum – suonando – marciano intorno ai presenti: l’occhio va al logo realizzato da Shawnette Poe, un pentagramma circolare da cui si dipartono onde «anarchiche». Sembrano suggerire che tra le arti – punto di partenza per spaziare e liberarsi –  non c’è soluzione di continuità. In effetti, «ridare spazio al libero creare e al libero pensare» – attraverso la contaminazione tra linguaggi e l’interazione col pubblico –  è l’esigenza avvertita dagli organizzatori. Il viaggio (fisico e mentale), il tema di riferimento. L’improvvisazione come dimensione umana, l’elemento di rottura e liberazione. Una risposta all’attuale crisi che mette in discussione un modello di uomo – l’homo oeconomicus –  una visione dei saperi – altamente specializzati e settoriali – e  un modo di vivere improntato al globale e alla prevedibilità.

 

Gesti/parole/suoni tra i cubi – ImprovviseAzioni intende abbattere gli steccati tra artisti e pubblico, creazione ed esecuzione, musiche e testi. Attraverso l’improvvisazione, tema della tavola rotonda di apertura del 4 giugno (teatro Cams) e fil rouge  di concerti e performance all’incrocio tra musica, pittura, fotografia e parole (programma completo).

Nella direzione del coinvolgimento attivo dei partecipanti e del loro libero creare, i laboratori: gratuiti, multidisciplinari e aperti a tutti – artisti, cittadini e studenti – vedranno anche la partecipazione di Mariella Celia e Giorgio Rossi, danzatori e performer di punta del panorama contemporaneo. Or che strana (Nicola Pisani), con ospiti delle varie discipline, è aperta a tutti gli strumentisti e cantanti, che suonino da una vita o da un mese: in cinque giorni sarà allestito uno spettacolo «partendo dal nulla». Gesto/parola/suono (Maria Luisa Bigai) incrocia azioni verbali e non verbali nel ritmo e nello spazio. Improvvisazione/interpretazione (Daniela Troiani) parte da un lavoro dell’ungherese Jòzsef Sàri. Improvvisazione e percussioni (Leon Pantarei) si sofferma sull’improvvisazione nelle percussioni e propone la percussione come gesto liberatorio – previsto l’uso di oggetti della vita quotidiana (lattine, contenitori ecc). Gesto/Suono (Mariella Celia) si muove tra gesto, consapevolezza del proprio corpo e danza.

 

La presentazione – Alla conferenza stampa di questa mattina, dopo i saluti del rettore Latorre, sono intervenuti i cinque del coordinamento artistico: Fabio Vincenzi (delegato del rettore alle attività culturali/teatrali), Daniela Troiani (flautista), Nicola Pisani (direttore del Dipartimento Jazz del Conservatorio di Cosenza), Leon Pantarei (multi percussionista) e Maria Luisa Bigai (attrice, regista e sceneggiatrice). Si rincorrono alcune parole chiave: promozione culturale continuata nel tempo, università come centro di cultura, valorizzazione del territorio, accettazione della sfida di restare, ricerca, rivitalizzazione dei cubi universitari, rottura. Elementi di un progetto che vede la collaborazione tra Università della Calabria e Dipartimento Jazz del Conservatorio. Lo scambio proseguirà con la concessione di alcuni spazi universitari al settore Jazz del ‘Stanislao Giacomantonio’.

 

 


 

 

 

Rita Paonessa

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