Cultura&Spettacolo

Tangoblio, buona la prima andata in scena a Montalto Uffugo

MONTALTO UFFUGO ( CS)   – È anziano e cieco. Nel bar in cui entra si ferma a bere. Intanto la sua memoria percorre ricordi di gioventù e, sulla scena, le reminiscenze si animano con musica e danza. “Tangoblio”, andato in scena ieri sera, nel chiostro comunale di Montalto Uffugo, è un omaggio a Jose Luis Borges. Il testo è ispirato ai versi di due poeti argentini: Borges, per l’appunto, e Horacio Ferrer, e s’innesta nele musiche composte da Astor Piazzolla. In scena avviene tutto quello che il protagonista immagina, con tutti i personaggi tipici del cafè di Buenos Aires, tra musicisti, cantanti e diversi altri avventori, tra cui una pazzo ed una donna che quasi subirà violenza, ma saprà rialzarsi. Ci sono storie nella storia in questo spettacolo messo in scena da Sofia Lavinia Amisich, regista e coreografa. «Il tango – dice Amisich – è una sensazione del corpo e dell’anima. Lo si deve percepire, se ne deve riconoscere il carattere sentimentale. Il tango è coppia, è il frutto di un dialogo delle due parti. La donna deve comprendere le intenzioni dell’uomo, ma – continua Amisich – è lei che, seguendo l’uomo, ci mette il frutto creativo”. Francesco Bonomo è il protagonista di “Tangoblio».  «In questo recital – dice Bonomo – c’è tutta l’iconografia del tango. Il personaggio principale entra in confidenza col pubblico, e proprio in questo momento di intimità fa apaprire i suoi ricordi. Il mio non è un personaggio fatto e finito. Cioè, non è l’Amleto preso da qualche parte ed inserito in un contesto teatrale. Il mio personaggio è una specie di Caronte, un nocchiero che porta il pubblico nel mondo del tango usando l’espediente della rievocazione di alcuni momenti della sua vita». Tangoblio è costruito come “suite” in un tempo in cui ogni interprete sarà elemento di un “ensemble”. Un ensemble formato da giovani ma già riconosciuti artisti come Francesco Bonomo, Natalia Bocco, Antonio Bissiri, Martina Monaco , Miriam Re e i musicisti calabresi Giuseppe Gualtieri  e Attilio Gualtieri. La rappresentazione è curata dall’associazione di teatro e danza “Il gelsomino”, di Roccella Jonica, ed la prima di 42 spettacoli che si terranno nella provincia di Cosenza, grazie a un progetto finanziato dalla Regione Calabria che ha individuato in Dante de Rose e Marco Silani i direttori artistici. Oltre alla compagnia “Il gelsomino”, spettacoli saranno portati in scena anche da “Lalineasottile” e da “Libero Teatro”.

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