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Unical. La Flc Cgil Ai Candidati A Rettore

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Il Comitato Degli Iscritti Flc Universita’ Della Calabria (Flc Cgil Provinciale, Flc Cgil Regionale) rende noto tramite comunicato quanto segue:

“Torniamo a parlare ai candidati alla massima carica dell’Ateneo per richiamare la loro attenzione su alcuni temi che ci appaiono particolarmente urgenti e importanti.
La competizione elettorale avviene in un momento alquanto difficile per il sistema universitario pubblico del nostro Paese ed, in particolare, per il nostro Ateneo.

La Legge 240/2010, la cd “Legge Gelmini”, si è rivelata in buona parte funzionale a una gestione rigidamente burocratica, centralizzata e verticistica degli Atenei che, aggiunta alla progressiva riduzione di finanziamenti, di organici, di offerta formativa, sta realizzando un generale ridimensionamento del sistema pubblico. Si è bloccato di fatto il ricambio generazionale e la carriera della docenza e del personale tecnico-amministrativo. Ma soprattutto si è dismesso lo strumento del confronto con l’insieme delle rappresentanze del mondo universitario.

I dati presentati dall’ANVUR (Valutazione della Qualità della Ricerca) segnano un punto di svolta nella cultura della valutazione e per un diverso accreditamento dell’Università nell’opinione pubblica. La valutazione è un imperativo assoluto per l’Università italiana. Il Comitato Universitario Nazionale, quale organo di rappresentanza del sistema universitario, ha fatto una dichiarazione al riguardo che come Federazione della Conoscenza condividiamo pienamente.

“Per consolidarla” ha detto,“Occorre far sì che l’obbligo della trasparenza e della comunicazione dei dati diventi un’occasione di crescita del sistema e non un processo che ne favorisca divisioni, rivalità immotivate o logiche punitive.”

Che questi sarebbero stati gli esiti di un approccio “ideologico” alla valutazione lo avevamo detto. Appare evidente che la metodologia utilizzata non trova riscontro in alcun paese al mondo dove esiste una analoga agenzia o un analogo esercizio di valutazione, come ad esempio quello inglese. Si premiano strutture più ricche e collocate in contesti territoriali ed economici in cui è più facile attrarre risorse.

Non si tiene conto adeguatamente di dimensioni, caratteristiche territoriali e storiche, specificità e articolazioni interne. E questa operazione, se non ben interpretata e ponderata, può diventare fuorviante per famiglie e studenti e, in generale, per il Paese. A tutto questo si aggiunga la specificità del territorio, quello calabrese, dove si registra un calo delle iscrizioni universitarie, un persistente aumento degli abbandoni e una sempre maggiore emigrazione di lavoratori e studenti verso il nord Italia e il resto d’Europa.

Bisogna investire nella ricerca, fare buona didattica, attrarre risorse. Ridurre la distanza tra scuola ed università. Il campus deve rivolgersi all’Internalizzazione e sollecitare ogni forma di aggregazione, di crescita e di benessere. Come Federazione della Conoscenza chiediamo una università non slegata dal territorio. Nella società le università rivestono un ruolo sempre più importante, anche perché una parte rilevante della produzione delle conoscenze nasce al loro interno. Al nuovo Rettore dell’Università della Calabria, come operatori della conoscenza, chiediamo che il sapere si traduca anche in sviluppo del territorio, occorre indirizzare una parte della ricerca a dare risposte alle esigenze della società nel pieno rispetto della legalità, curando a tal fine, con maggiore attenzione, il trasferimento dei saperi universitari nelle attività delle imprese, delle pubbliche amministrazioni e delle entità del terzo settore.

Rivolgiamo infine un invito a tutto il personale tecnico amministrativo, di biblioteca, ai lettori/collaboratori linguistici ad esprimere il loro voto. Il peso del voto mortifica il personale e gli studenti, ma il voto non è solo peso, è soprattutto volontà, espressione, scelta. Si decide il futuro dell’Ateneo, e il futuro appartiene a ciascuno di noi”.

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