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Sfiducia Occhiuto, il PD Cosenza precisa, «Le nostre solo valutazioni politiche»

pd cosenza

COSENZA – «Al netto delle indagini mi corre l’obbligo di ribadire che il Partito Democratico in occasione della sfiducia a Mario Occhiuto ha agito esclusivamente sulla base di valutazioni politiche. Innanzitutto era nostra intenzione provare a disarticolare la maggioranza di centrodestra ed indebolirla in vista delle imminenti elezioni comunali».

E’ quanto si legge in un comunicato stampa a firma del segretario della Federazione Provinciale PD Cosenza Luigi Guglielmelli.

«La seconda ben più importante – si legge poi – era la necessità di tornare a votare alla Provincia di Cosenza e provare a vincere le elezioni, rovinosamente perse due anni prima. Spero sia noto a tutti che con la riforma Del Rio non esiste uno strumento consiliare per sfiduciare il Presidente della Provincia e che l’unico modo per interrompere il mandato quadriennale è quello che il Presidente decada dalla carica di Sindaco (solo i Sindaci possono ricoprire il ruolo di Presidente della Provincia). Non sfuggirà a nessuno che il Presidente della Provincia all’epoca dei fatti era Mario Occhiuto e che con la sua caduta da Sindaco lo stesso, non senza molti contenziosi che hanno interessato finanche il Consiglio di Stato, è decaduto da Presidente della Provincia dando la possibilità al PD dapprima di esprimere il Presidente facente funzioni nella persona di Graziano Di Natale e successivamente di vincere le elezioni con Franco Iacucci. Queste sono state le motivazioni politiche che hanno spinto tutti (non ricordo un PD più unito successivamente a quell’episodio) a concorrere alla sfiducia di Mario Occhiuto ovvero un giudizio negativo sulla sua azione di governo cittadino e un giudizio ancora più negativo sulla sua azione di Presidente e la volontà di provare a vincere le elezioni comunali e provinciali. Per quanto riguarda le opere pubbliche, infine, ribadisco che eravamo, siamo e saremo sempre dalla parte degli investimenti utili e necessari ritenendo che questi possano essere uno strumento utile per creare lavoro e servizi migliori per i cittadini. Ci interesseremo sempre, pertanto, sull’opportunità e sulla necessità di realizzare infrastrutture materiali ed immateriali che possano migliorare la vita quotidiana dei cittadini. Interessarsi del bene comune non è indice di interessamento agli appalti, sui quali altre istituzioni sono chiamate a vigilare e a controllare, ma semplicemente significa esercitare la funzione ed il ruolo politico a cui i cittadini ci hanno chiamato».

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