Calcio

F.C. ACRI, la delusione dei dirigenti rossoneri che rinnovano il loro appello al sindaco

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ACRI (Cs) – Come noto sono scaduti due giorni fa i termini di presentazione delle domande di richiesta di ripescaggio in Serie D. Fra le squadre  calabresi che avevano i requisiti per fare richiesta di ammissione poteva esserci anche l’Acri. A questo proposito una delegazione della società rossonera con in testa il ds Siciliano, a parte cercare di coinvolgere imprenditori locali per tentare l’iscrizione nella massima serie dilettantistica nazionale, aveva chiesto anche il sostegno dell’Amministrazione comunale del neo sindaco Nicola Tenuta. Nello specifico la società aveva chiesto a Comune di poter coprire almeno in parte la quota necessaria per l’iscrizione alla categoria (con eventuali fideiussioni e vertenze annesse, ndr). Ma questo aiuto economico, evidentemente ingente, da parte del Comune non è arrivato. “A quanto pare il bilancio preventivo del Comune non considera le voci di spesa relative allo sport e alla squadra locale. Eppure esiste un Assessorato allo sport. –  dichiara deluso il presidente Ferraro – E’ bene ricordare che l’F.C. Calcio Acri è per il 99% di proprietà del Comune e solo per l’1% della società. Per questo abbiamo chiesto il giusto sostegno economico al sindaco e alla nuova Amministrazione comunale.”

Intanto, sfumata la possibilità di iscrizione alla serie D, i dirigenti della società rossonera sono alle prese con un altro nodo da sciogliere. In calendario c’è alle porte un’altra importante scadenza: l’11 luglio infatti scadono i termini per l’iscrizione al campionato di Eccellenza. La difficile situazione attuale fa pensare che sia a rischio anche l’iscrizione al campionato regionale ma per questo i vertici dell’Acri, con caparbietà ma soprattutto apertura a qualsiasi tipo di collaborazione, rinnovano la loro richiesta all’ Amministrazione comunale e agli imprenditori locali per sostenere la squadra locale, “perché l’Acri calcio – come dichiarato dai dirigenti – è un patrimonio di moralità e dignità”.

Andreina Morrone

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