COSENZA – Padre Fedele Bisceglia, noto a Cosenza come il “frate ultrà”, si è spento all’età di 87 anni nel reparto di Geriatria dell’INRCA, nella periferia della città bruzia. La camera ardente è allestita nella cappella di casa San Francesco-Oasi Francescana. Le eseque saranno celebrata giovedì 14 agosto alle ore 10 nel Santuario del SS Crocifisso di Cosenza. La salma visiterà il Paradiso dei poveri, sua dimora e raggiungerà alle ore 14 la Basilica di Sant’Angelo d’Acri, dove operò negli anni giovanili. Riposerà nel cimitero di Dipignano.
Una vita di missione e solidarietà
Nato a Laurignano il 6 novembre 1937, fu ordinato sacerdote nel 1964. Negli anni ’80, servì come segretario delle missioni estere, svolgendo attività in Africa, dove si confrontò con la povertà estrema e la piaga della lebbra.
Al suo ritorno in Calabria, fondò l’Oasi Francescana e successivamente l’associazione “Il Paradiso dei Poveri”, diventate punti di riferimento per chi viveva in situazioni difficili. Lavorò con i più deboli con dedizione, offrendo cibo, accoglienza e conforto spirituale: “la carità non è un’opzione, ma una missione totale” fu uno dei suoi messaggi fondanti.
Il frate sugli spalti
La sua immagine, con la tonaca francescana e la sciarpa del Cosenza Calcio, divenne un simbolo vivente della città: sempre presente sugli spalti della Curva Sud, era un tifoso “ultrà” con una fede sempre accesa. Portava con sé l’entusiasmo dei giovani in missione: “dai gradoni della Curva Sud portò in missione con sé molti giovani tifosi”. Nel 2004, idealmente fu persino nominato presidente del Cosenza Calcio, sottolineando il suo legame indissolubile con la squadra
La caduta e la speranza di redenzione
La sua vita subì un duro colpo quando fu accusato di violenza su una suora. L’arresto insorse nel 2008, ma fu completamente assolto dalla Corte d’Appello e poi anche in Cassazione: “il fatto non sussiste”. Nonostante la piena assoluzione, la Chiesa non lo reintegrò nel suo ruolo clericale: fu sospeso dai Cappuccini e gli fu vietato di celebrare Messa.
Negli ultimi giorni della sua vita, chiese un ultimo gesto di riconciliazione: poter celebrare un’ultima Messa. Il vescovo Mons. Giovanni Checchinato aveva manifestato disponibilità a concedergli il permesso, appena le sue condizioni lo avessero permesso. Purtroppo, Padre Fedele si è spento prima che questo desiderio potesse realizzarsi.
La redazione di Ottoetrenta lo saluta
foto FB pagina Padre Fedele il Paradiso dei Poveri
