COSENZA – Si conclude nel peggiore dei modi la stagione 2025/2026 del Cosenza che perde in casa contro il Casarano nel secondo turno playoff del Girone C. Cinque i gol subiti dal club silano.
Un avvio promettente e l’illusione del gol del Cosenza
La gara si era messa subito sui binari giusti per i padroni di casa. Nonostante un avvio vivace del Casarano, che aveva creato i primi pericoli sulla sinistra trovando un attento Pompei pronto sul primo palo, il Cosenza ha saputo pungere con una giocata di qualità assoluta: assist perfetto di Emmausso e freddezza di Mazzocchi, bravo a piazzare il pallone in fondo al sacco. Il “Marulla” ha iniziato subito a crederci.
Nel frattempo, però, il Casarano è rimasto in partita. Il gol annullato a Celiento per un fallo commesso poco prima ha suonato come il primo campanello d’allarme, confermando come la gara non fosse affatto sotto controllo. Il Cosenza ha smesso progressivamente di governare il gioco e gli avversari ne hanno approfittato per trovare coraggio. Al 44′ il gol del pari firmato Leonetti.
La rimonta e il crollo verticale
Da quel momento in poi, i padroni di casa hanno perso ordine, lucidità e compattezza. Il gol del sorpasso di Versienti, arrivato con uno splendido destro a giro che si è infilato all’angolo dopo aver colpito il palo interno, ha cambiato definitivamente l’inerzia della sfida.
Poco più tardi è arrivato il 3-1 di Grandolfo: una palla persa vicino all’area di rigore rossoblù si è trasformata in un errore pesantissimo, che ha permesso al Casarano di colpire con spietata freddezza.
L’assalto disperato e il finale in goleada
Nel tentativo di riaprire i giochi, mister Buscè ha provato l’assalto finale inserendo forze fresche come Achour e Beretta. La mossa ha però reso la squadra troppo lunga e fragile, esponendola pericolosamente al contropiede ospite.
Il finale è stato un monologo dei pugliesi, che hanno chiuso ogni discorso con il 4-1 del neoentrato Cerbone e hanno poi fissato il punteggio sul definitivo 5-1 grazie alla zampata di Chiricò. Si conclude così una serata amara che premia un Casarano cinico e meritevole della qualificazione.
