La svolta in ambito sanitario che continua alla resa della laurea direttamente abilitante: questa volta i protagonisti sono i Biologi

0
164
Gemini Generated Image ujtev1ujtev1ujte

Di Valentina Garritano

Nel percorso verso un sistema di tutela della salute più moderno e vicino ai cittadini, l’Italia sta vivendo una vera e propria rivoluzione silenziosa. Il primo passo fondamentale è stato compiuto nel 2020 con il “Decreto Cura Italia” (D.L. 18/2020), quando la laurea in Medicina e Chirurgia è diventata ufficialmente abilitante per far fronte in modo tempestivo all’emergenza sanitaria. Una svolta cruciale a cui ha fatto seguito, con la Legge 8 novembre 2021, n. 163, il progressivo azzeramento del vecchio esame di Stato post-laurea per altre professioni chiave della salute e della prevenzione: Medicina Veterinaria, Odontoiatria, Farmacia e Psicologia.

Sulla scia di tale importante processo di semplificazione e valorizzazione del percorso universitario, in questo mese di ottobre 2026 si compie un altro passo decisivo: con l’approvazione del decreto attuativo della Legge 163/2021, anche per la professione del Biologo la laurea diventa direttamente abilitante. Un cambiamento di portata storica nell’ambito del comparto sanitario e scientifico, pensato per chi studia la vita e, soprattutto, per chi ogni giorno si affida a queste figure chiave per la salute, la nutrizione e l’ambiente.

Addio al vecchio esame di Stato: la teoria incontra subito la pratica

Finora, chi terminava il proprio percorso universitario in campo biologico sapeva di trovarsi di fronte ad un “bivio” obbligato: la laurea rappresentava solo il traguardo di metà percorso a cui seguivano mesi di tirocinio non retribuito mescolati  all’attesa, all’ansia ed allo studio matto e disperatissimo per superare il classico esame di Stato post-laurea comprendente tutte le aree della biologia (da quella marina alla citologia passando per la nutrizione fino ad arrivare biostatistica) insieme all’intero codice deontologico… insomma di certo una bella “gatta da pelare” sia per le tempistiche (considerando le sole due uniche sessioni annuali a cui poter partecipare) che per la preparazione prevista.

Oggi la prospettiva si ribalta completamente ed accade quanto già visto per altre professioni del comparto medico-sanitario, il titolo di studio universitario diventa direttamente abilitante. Come funziona? Il tirocinio pratico-valutativo viene integrato direttamente all’interno del percorso di studi e si conclude con una prova pratica interna. Una volta superata questa fase, gli studenti possono discutere la tesi ed essere pronti per l’iscrizione all’albo, senza l’ostacolo delle vecchie sessioni d’esame ministeriali separate. Si accorciano i tempi, si riduce lo stress e si valorizza fin da subito l’esperienza sul campo.

Un Albo rinnovato per valorizzare le vocazioni

La riforma non si limita a snellire l’accesso alla professione ma riorganizza anche la casa dei biologi, ovvero l’Albo di categoria. La Sezione A viene infatti strutturata in tre grandi settori specifici:

  1. Biologia generale e biomedica (dedicata alla ricerca ed alla diagnostica);
  2. Ambiente (pensata per chi tutela gli ecosistemi e la sostenibilità);
  3. Nutrizione, igiene e sicurezza degli alimenti (Nis) (il punto di riferimento per chi sceglie la strada della nutrizione umana e della sicurezza alimentare).

Questa suddivisione rappresenta un grande vantaggio di chiarezza anche per il pubblico: chiunque si rivolga ad un professionista potrà riconoscerne immediatamente le specifiche competenze e specializzazioni, a garanzia di una qualità e di una trasparenza sempre maggiori.

Uno sguardo che guarda avanti

Con i chiarimenti applicativi forniti dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi (FNOB), il sistema si sta muovendo per accompagnare università, studenti e professionisti in questa transizione senza scossoni.

Per i giovani che oggi scelgono di intraprendere gli studi in biologia o biotecnologie, si tratta di un messaggio di fiducia: lo Stato riconosce il valore cruciale di queste competenze, sbloccando le energie di una generazione pronta a scendere in campo nella ricerca, nella tutela del pianeta e nel benessere delle persone. “La scienza della vita” fa, quindi,  un passo deciso verso il futuro, diventando più accessibile e vicina alle reali esigenze della società.

Gemini Generated Image ujtev1ujtev1ujte