Attualità

Metrotramvia, il parere dell’economista Matteo Olivieri

Rende ( Cs) – “Nel corso del secondo evento pubblico di illustrazione del progetto “Metrotramvia Cosenza – Rende – Unical” tenutosi il 22 Marzo all’Università della Calabria, sono stati illustrati alcuni indicatori finanziari relativi al progetto stesso che, se solo adeguatamente discussi, ne avrebbero spiegato meglio di tante parole la natura fallimentare. Nello specifico, si è fatto riferimento al Valore Attuale Netto (VAN), pari a zero, e al Tasso di Rendimento Finanziario, pari al 5%. Cosa abbastanza strana, poiché nella letteratura finanziaria il grado di profittabilità di un progetto è dato dalla presenza di un VAN positivo, calcolato come differenza tra le entrate e le uscite di cassa future, rapportate ad oggi. Si tratta peraltro di un indicatore finanziario da usare con estrema prudenza, poiché è costruito su ipotesi rigide, tra le quali – per esempio – il fatto che i tassi di interesse futuri non varino”. Questo il pensiero dell’economista Matteo Olivieri. “Per questo motivo, i numeri illustrati sono solo apparentemente positivi, poiché senza il ricorso a «contributi comunitari», il Van sarebbe negativo di ben 125 milioni di Euro, mentre il Tasso di Rendimento Finanziario sarebbe negativo del 4.43%. Questi numeri negativi devono far riflettere tutti, perché ci indicano che si andranno a toccare le tasche dei contribuenti. Infatti, su mia specifica domanda ai relatori, si è appurato che i costi di gestione sono stimati in 3.2 milioni di euro all’anno, mentre le entrate sono stimate in 2.3-2.9 milioni di euro all’anno, anche se – al momento – non è dato capire da dove derivano. Stime peraltro basate su ipotesi assai generose riguardo all’utenza e al prezzo dei biglietti (stabilito poi da chi?), e che potrebbero rivelarsi in futuro del tutto illusorie, aggravando ulteriormente il conto a carico della comunità. Ma se questi dati trovassero davvero conferma nella realtà, allora i contribuenti calabresi si troverebbero a fronteggiare un buco di liquidità causato dalla tramvia che potrebbe sfiorare il milione di euro all’anno. Risorse che occorrerà prelevare dal bilancio pubblico per iniettarle permanentemente nell’opera, e che invece potrebbero essere investite altrove. Questo significa che la tramvia di cui si sta parlando non è sostenibile finanziariamente in nessuna fase del progetto, perché è solo grazie all’iniezione di «contributi comunitari» e all’accensione di nuovi debiti che il progetto raggiungerà l’equilibrio finanziario. Tra le fonti di finanziamento dell’opera rientra infatti anche la richiesta di concessione di un mutuo alla Banca Europea degli Investimenti (Bei). Un mutuo che andrà rimborsato, per come del resto dimostra l’impegno finanziario di 19.5 milioni di Euro che i Comuni di Rende e Cosenza si sono assunti per “assicurare la copertura finanziaria […] a concorrenza del costo totale degli investimenti programmati, mediante contributo a carico dei Soggetti gestori dell’opera”. “La tipologia di finanziamento – prosegue-  che pare delinearsi tra le righe corrisponde ad un leasing finanziario al tasso di interesse di almeno il 6%. Il leasing è uno strumento di ingegneria finanziaria che consente di aumentare la capacità di indebitamento a fronte della corresponsione di un canone di importo fisso. Per avere un termine di paragone, si consideri che attualmente sui mercati finanziari internazionali, il tasso medio sui mutui ventennali – comprensivo di spread – è intorno al 2%. Si tratterebbe di un bel regalo di almeno 3 volte superiore alle attuali condizioni di mercato, di cui beneficerà unicamente la società di leasing. Un regalo che, personalmente, da elettore e contribuente calabrese, non sono disposto a concedere. Queste poche informazioni sono già sufficienti a delineare un quadro fosco della situazione, e spingere ad ulteriori considerazioni. Primo. Sulla base delle informazioni attualmente disponibili, l’investimento previsto prevede il pagamento di una quota annuale calcolata ad un tasso di interesse che è perfino superiore al tasso di interesse attualmente pagato dalla Grecia ai propri creditori. Secondo. Visto che esistono fondi europei che non implicano il rimborso ma solo la rendicontazione, viene naturale chiedersi perché si è scelto di contrarre nuovi debiti, che graveranno peraltro sulle già traballanti casse comunali di Rende e Cosenza, senza che questi possano decidere in merito alla gestione dell’opera, che verrà invece gestito da terzi. Terzo. Il contratto di leasing prevede in genere garanzie accessorie, alcune delle quali sono ormai standard, come per esempio la concessione del godimento del “diritto di superficie” per l’intera durata del mutuo. Ovvero, alla società di leasing viene riconosciuto un diritto di superficie per la realizzazione dell’opera, e quindi ne diventa proprietaria sino all’esercizio del successivo diritto di riscatto. Sarà così anche nel caso della metrotramvia? Se si, sono state concesse altre garanzie? E a quali condizioni? Quale sarà la durata complessiva del contratto? In ogni caso, sarebbe una beffa, soprattutto per i proprietari di terreni oggetto di esproprio. Queste informazioni, di cui il contribuente calabrese dovrebbe essere informato ben prima che il progetto diventi esecutivo, fanno il paio con le parole dell’Assessore Regionale ai Trasporti Musmanno (parole ampiamente diffuse dalla stampa locale), secondo cui il trasporto pubblico su gomma costa alla Regione Calabria 2 Euro a km, mentre quello su rotaia 13 Euro a km. Un aggravio di costo pari ad 11 Euro a km per passare dalla gomma al ferro. Vale la pena indebitarsi per realizzare un investimento che già nasce insostenibile per i contribuenti, e che in futuro potrebbe mettere in pericolo anche stipendi e posti di lavoro, di cui i calabresi dovranno poi farsi carico? La buona politica dovrebbe prevedere questi scenari che sono tutt’altro che “apocalittici” e “nichilisti”, come invece si vuol far credere. A mio avviso, non basta giustificarsi dicendo che in tutto il mondo il trasporto su rotaia si regge grazie al sovvenzionamento pubblico. Indebitarsi ha senso infatti se si ha la certezza che i debiti potranno essere ripagati agevolmente e senza ansie. In questo caso, invece, resta ancora da dimostrare agli elettori la convenienza economica del trasporto su rotaia rispetto a quello su gomma o, eventualmente, se è preferibile prendere in considerazione alternative differenti. Volendo rimanere prudenti e ragionare con i numeri, questa differenza di costo gomma-rotaia potrebbe essere impiegata per innalzare ad almeno il 15% la quota di autobus urbani a tecnologie di trasporto verdi o ibride, avvicinando finalmente anche l’area urbana di Cosenza-Rende a livelli europei. Numeri ufficiali alla mano, mentre non si ravvede alcuna convenienza economica nel costruire nuove infrastrutture di trasporto permanenti, è invece evidente il ritorno economico dall’investire nel potenziamento in infrastrutture già esistenti. Non dimentichiamoci che gli attuali autobus per l’Università hanno una frequenza costante di 15 minuti, laddove la metrotramvia avrebbe una frequenza di 20 minuti per la maggior parte della giornata. Ringraziando il cielo, se si visita il sito web della Banca Europea degli Investimenti (Bei), si può verificare che la richiesta di concessione del mutuo per la realizzazione della metrotramvia, di circa 36 milioni di Euro, è ancora “in fase di valutazione” dal 2012. Ciò significa che la Bei non ha ancora deciso di concedere il prestito, né ciò autorizza a dire che la Bei abbia certificato la sostenibilità finanziaria del progetto, per come invece si è detto impropriamente nel corso degli eventi pubblici. In verità, sempre sul sito della Bei si legge che finché non si arriverà all’approvazione del finanziamento e alla firma del prestito, i progetti sono da considerarsi sempre «in fase di valutazione e di negoziazione», e pertanto i dati forniti non impegnano in alcun modo l’istituzione. D’altronde, come potrebbe una banca attestare qualcosa che è ancora in fase di valutazione?
La vera democrazia si costruisce sulla base di considerazioni obiettive, ispirate a terzietà e lontane da contrapposizioni e pregiudizi di parte”.

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