Attualità

Ospedali Covid, ora si potrà contare anche su quello di Acri. Soddisfatto Capalbo

ACRI (CS) – Come preannunciato dal sindaco Pino Capalbo ieri, l’Ospedale “Beato Angelo” è stato inserito nella rete ospedaliera Covid.

La Regione Calabria ha infatti accolto, attraverso le precisazioni all’Ordinanza n. 82 del 29 ottobre 2020, a firma di Antonio Belcastro, la richiesta inoltrata da Capalbo e dal Direttore Sanitario della struttura sanitaria in cui veniva ribadito che lo stesso presidio “è nelle condizioni di essere inserito nella rete Covid, perché in grado di garantire i percorsi in piena sicurezza per i pazienti covid senza creare promiscuità con le altre branche e secondo i protocolli stabiliti”. Quindi l’epilogo, come si legge ancora nel documento dell Regione: «Pertanto – così come anticipato nel corso dell’odierna riunione, tenutasi con il sistema della videoconferenza e con la partecipazione, fra gli altri, del Prefetto di Cosenza, del Commissario Straordinario dell’ASP di Cosenza, del delegato alla Sanità del comune di Acri – si conferma la possibilità di accogliere pazienti Covid-19 presso il Presidio Ospedaliero di Acri (CS), previa intesa fra le direzioni sanitarie delle strutture interessate».

La soddisfazione di Capalbo

«Abbiamo raggiunto l’obiettivo – dichiara soddisfatto Capalbo, oggi a Roma con altri sindaci calabresi per chiedere la fine del commissariamento della sanità calabrese -. Partecipare al governo della città in qualità di sindaco rappresenta una responsabilità da onorare ogni giorno davanti ai cittadini, specialmente se si tratta di tutelare il bene della salute. Mesi di interlocuzione su più fronti senza mai cedere di un centimetro hanno prodotto questo risultato, che può certamente considerarsi come un nuovo inizio per la nostra struttura ospedaliera». E ancora rivolgendosi ai suoi concittadini: «In questi ultimi tempi ho sentito la vicinanza di tutti gli acresi, e questo mi ha dato forza. Grazie. Al rientro da Roma, vi raggiungerò con un videomessaggio per spiegare i dettagli».

La speranza di molti acresi è che questo possa rappresentare un nuovo inizio per l’ospedale cittadino, da anni ridimensionato sia come struttura che come personale, nonostante note potenzialità. 

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