Cronaca

Accuse a Gratteri, confermato il trasferimento per Lupacchini

ROMA – La Sezione disciplinare del Csm ha emesso la sentenza confermando il trasferimento d’ufficio di Lupacchini. La decisione rispecchia solo in parte le richieste della procura generale della Cassazione per la quale Lupacchini ha denigrato, con un’intervista a Tgcom 24, il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, e che aveva chiesto per lui assieme alla conferma del trasferimento la condanna alla sanzione della censura. Lupacchini è stato invece assolto dall’accusa di aver denigrato anche il Csm per aver pubblicato sul suo profilo Facebook una petizione a sostegno di un magistrato del distretto, l’allora procuratore di Castrovillari Eugenio Facciolla, che era stato trasferito d’ufficio dal Csm a seguito di un’indagine della procura di Salerno. L’avvocato del procuratore, Ivano Iai, ha spiegato che si sta valutando se impugnare la sentenza davanti alle sezioni unite della Cassazione dopo la lettura motivazioni”.

“Non hai mai contestato nulla a Gratteri”

Ieri, prima della decisione, Lupacchini si era difeso davanti alla sezione disciplinare del Cms spiegando di non aver voluto denigrare nessuno: “non ho mai contestato una violazione al dottor Gratteri” e l’esistenza di un “grave contrasto” con lui “è una favola nera inventata di sana pianta”.

L’ex Pg ha dichiarato di ritenere quell’accusa infondata: “Alla domanda a sorpresa nell’intervista di un’opinione su Rinascita Scott “ho risposto non ne penso nulla, perchè non ne so nulla. E non lo so perché non esiste una canale comunicativo, stante la buona abitudine del procuratore distrettuale di evitare questo tipo di contatti, quando in realtà il Pg deve essere informato” per poter esercitare “le attività di coordinamento ed evitare sovrapposizione di indagini”. L’accusa di aver denigrato e fatto del sarcasmo si lega in particolare al termine “evanescente” usato da Lupacchini a proposito di molte operazioni della procura distrettuale di Catanzaro. Quel termine “era riferito a indagini antecedenti a Rinascita Scott e non a quell’operazione.

“Che risultassero evanescenti le precedenti indagini, ne parlavano anche i giornali. C’era una querelle sugli annullamenti delle misure cautelari operati dalla Cassazione. Non ho detto assolutamente nulla – ha spiegato Lupacchini – che non fosse già noto a tutti e che io non avessi precedentemente rappresentato al Comitato di presidenza del Csm, al Pg della Cassazione e al ministro della Giustizia, cioè ai titolari dell’azione disciplinare”.

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