Cultura&Spettacolo

Mendicino, una sala gremita per il rebus di “Letizia forever”

letiziaMENDICINO (CS) – Vincitore della Biennale Marta Live 2014 e del Premio Festival Teatri di Vetro 2014, è andato in scena lo spettacolo “Letizia forever” che ha aperto la prima rassegna del Teatro Comunale di Mendicino. «Mi chiamo Mossa Letizia, e sono nata a Palermo il 6 gennaio del 1963». Inizia così il racconto di Letizia, il racconto di una donna sgrammaticata dall’accento palermitano. Un racconto orale fatto anche di corpo, un corpo pudico che riempie un vestito da donna e calza scarpe rosa. Chi è Letizia? Letizia è il miracolo, è il frutto di un amore nato dopo cinque anni di matrimonio, è la figlia amata dal padre e detestata dalla madre. È la moglie di Salvatore La Mattina , “conosciuto” sulle “scale dell’amore” tra una «caliata corta lontana e una caliata corta vicina». È la “cura della canzone” a scandire una vita di soprusi, ignoranza, a narrare la fuga d’amore che da Palermo la porta a Milano dopo una breve sosta a Napoli, «una città che all’alba sembra Palermo- dice Letizia e in cui il sole è troppo napoletano». Un racconto che si snocciola tra un play e un rev in cui è concessa al limite una pausa, purché sia breve. Un tripudio di non sense per un racconto ironico che però pesa come un macigno. Un accordo dissonante in un mondo fatto di regole in cui «l’importante non è capire ma applicarle», la vita di una donna infame (nel senso foucoltiano del termine) che sale in scena illuminata dalla luce stroboscopica. letizia2A fare da contorno la musica dei “fabulosi “ anni ’80 fatti di una felicità che si interrompre bruscamente il 9 marzo del 1990 quando successe la “porcaria”. Una distonia, il rebus irrisolto di una donna «intelligente, troppo intelligente-come le dicono i medici» che legge “Tv sorrisi e canzoni” che assurge a oracolo, a magister vitae. Un’ eterna seduta di psicoanalisi per sciogliere i nodi, per raccontare la realtà. «Iddri vogliono conoscere solo la realtà, solo questo gli interessa. Mi chiedono:”Cosa successe il 9 marzo del 1990? Suo marito l’ammazzò o lei ammazzò suo marito?” .Come se la realtà fosse una cosa semplice da raccontare , come se fosse una cosa scritta su “Tv, sorrisi e canzoni”. Per me la realtà,come girate girate, è una cosa. Per voi è un’unica cosa, invece è solo n’avutra cosa». Lo spettacolo si chiude tra gli applausi scroscianti del pubblico che esce dalla sala in silenzio. Magari qualche lacrima è stata versata. Chissà!

Rita Pellicori

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