Francesco Rose, infermiere dell’Istituto Carlo Besta: un talento calabrese nell’eccellenza mondiale

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L’Istituto Neurologico Carlo Besta è una delle realtà sanitarie più autorevoli nel campo della neurologia e della neurochirurgia: conta circa centoventi ricercatori, oltre cento medici ed è riconosciuto come primo in Italia e tra i migliori in Europa e nel mondo. Dietro questi risultati ci sono le storie dei professionisti che ogni giorno contribuiscono a costruirne l’eccellenza, come quella di Francesco Rose, infermiere calabrese originario di Bisignano (Cs).

Laureato in Infermieristica all’Università Magna Graecia di Catanzaro, arriva all’Istituto Besta di Milano nel 2007 dopo aver vinto un concorso pubblico. Nel giro di qualche anno, sceglie la strada più impegnativa: la sala operatoria. Dal 2010 è lì, in un luogo dove ogni gesto conta e ogni dettaglio può fare la differenza. Si occupa di anestesia e lavora come infermiere strumentista, accanto a professionisti impegnati in interventi di altissima complessità.

Con il tempo, l’esperienza diventa trasmissione. Spesso l’infermiere Rose assume il ruolo di docente preparatore, contribuendo alla formazione di infermieri e medici e trasmettendo competenze specifiche in ambito anestesiologico.

Dal 2014 fa parte di un progetto artistico nato proprio all’interno dell’istituto. Si tratta di un gruppo teatrale composto da personale sanitario ed ex collaboratori. Da un piccolo coro iniziale si è arrivati, nel tempo, alla realizzazione di veri e propri musical, i cui sono ricavati sono interamente devoluti in beneficenza. Il prossimo, intitolato “Dream”, andrà in scena il 4 giugno al Teatro Lirico Giorgio Gaber di Milano. Ideato e diretto dalla neurologa Veronica Redaelli, coinvolgerà anche sette bambini in una storia inedita.

Grazie ai fondi raccolti sono stati realizzati progetti importanti, come una stanza di accoglienza pediatrica e l’acquisto di macchinari per l’analisi dei tumori. Il prossimo obiettivo è ancora più ambizioso: acquistare farmaci antiepilettici per circa 150 persone in alcuni villaggi africani, soprattutto per donne gestanti. Si tratta di terapie molto costose. Proprio un neurologo del Besta, Massimo Leone, ha creato una fondazione per supportare i pazienti epilettici nelle aree più disagiate.

Una pietra miliare del percorso professionale dell’infermiere calabrese è la missione neurochirurgica in Guinea-Bissau, condivisa con sua moglie, Stefania Vagnarelli, anche lei infermiera di sala operatoria, e diretta dal neurochirurgo Alessandro Perin. Una settimana intensa segnata dall’incontro con una realtà dove le risorse sono poche e le difficoltà troppe. “Un’esperienza che lascia il segno e che cambia lo sguardo; l’obiettivo è tornare e fare ancora di più”, afferma Rose.

Tra i momenti più difficili della sua carriera, Rose ricorda il 2020 durante l’emergenza Covid-19. In un periodo di sospensione delle attività al Besta, ha scelto volontariamente di mettersi a disposizione dell’ospedale San Carlo di Milano, lavorando in rianimazione. Una decisione coraggiosa, presa anche a costo di sacrifici personali.

Quella di Francesco Rose è una storia fatta di competenza e umanità, di scelte silenziose e impegno quotidiano. Ma è anche la storia di un talento calabrese nell’eccellenza mondiale.

Elvira Sangineto