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Molinari (M5S), falsi braccianti agricoli e lo Stato mortifica i controlli

ROMA – Francesco Molinari, senatore M5S è intervenuto sull’ennesimo caso di falsi braccianti agricoli. Altre 220 persone sono state denunciate nel Crotonese per una truffa ai danni dell’Inps : i finanzieri hanno scoperto che otto aziende favorivano finte assunzioni di braccianti agricoli, che poi percepivano – illegalmente – indennità di disoccupazione, di malattia e assegni di maternità. Si può dire, in casi come questi, che il lavoro, piuttosto che dare dignità alla persona, crei- in un clima di complicità – servi da comandare nel momento delle competizione elettorali : ed è ancora più triste quando ciò succede al Sud.

Ma ci fa anche riflettere sulla questione dei controlli, la cui funzione viene messa a dura prova dalla crisi e dalla dubbia necessità di risparmiare, portata avanti nella pubblica amministrazione da certi ideologi di un improbabile efficientismo. Va da sé che una rete di controlli puntuali, insieme alla riduzione del deficit contributivo, creerebbe un circolo virtuoso tale da eliminare una parte significatica dei furbetti delle false assunzioni nonché del lavoro nero o sottopagato.

Il sistema dei controlli in campo previdenziale vede l’Inps sempre più relegato ad un collettore di dati : sono le aziende, infatti, che forniscono tutte le informazioni relative ai propri dipendenti. Viene creato, così, un copioso flusso informativo che sarà alla base dell’attività ispettiva dell’ente, limitata però – quantitativamente e qualitativamente – dal numero dei dipendenti. E’ perciò importante che ritorni centrale l’attività dell’Inps, sia riprendendo le redini della qualificazione del momento informativo sia cercando la collaborazione leale di quelle imprese – la maggior parte – che si muovono nell’alveo della legalità : indebolire i controlli, in nome di un malinteso intento di risparmio, favorisce l’insorgenza di meccanismi truffaldini ben più antieconomici rispetto al risparmio presuntivamente atteso.

Serve, invece, rafforzare la presenza del personale negli enti di controllo affinché si rafforzi la presenza delle istituzioni, scongiurando il rischio di comportamenti fraudolenti a danno della collettività.

L’operazione della Guardia di Finanza farà tornare nelle casse dello Stato ben 940mila euro, ma fino a quando i militari riusciranno a portare a termine il proprio lavoro, in questa generalizzata corsa al risparmio irrazionale ed ingiustificato ?

Ancora una volta, il Governo delle larghe intese non comprende l’importanza di individuare i settori in cui si deve e si può procedere con i tagli da quelli in cui è decisiva la presenza dello Stato : una mancanza imperdonabile.

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