COSENZA – Il cosentino Federico Veltri a soli vent’anni è più di una promessa del bel canto. Molto sicuro di sé, si sta facendo strada nel mondo della lirica. Il giovane tenore ha le carte in regola e si presenta ben attrezzato, di una voce possente che, ovviamente, ha bisogno di essere ancora messa a punto. E a questo sta pensando la sua insegnante di canto, al Conservatorio “Fausto Torrefranca” di Vibo Valentia. Tenuto a battesimo dal direttore dello stesso conservatorio vibonese Antonella Barbarossa che lo ascoltò la prima volta in occasione di un concerto a Cosenza, a Palazzo Arnone, e gli propose di seguirlo nella sua istituzione musicale, Federico Veltri è ora affidato alle cure del mezzosoprano Patrizia Patelmo, che insegna proprio al “Torrefranca” e che non perde occasione per spronarlo: “se con quella voce non sfondi….ti spezzo le gambe”, è il simpatico tormentone che Federico si sente ripetere continuamente.
Che il giovane tenore cosentino abbia tutte le credenziali per diventare un buon cantante lirico si è resa conto anche la Commissione cultura di Palazzo dei Bruzi. Il talent scout di turno è stato, in questa occasione, il consigliere Mimmo Frammartino che del giovane Veltri si accorse nel giugno dello scorso anno, quando, ad un convegno organizzato dall’Associazione “Maria Cristina di Savoia” lo sentì cantare, in un intermezzo musicale, tra i velluti della sala “Quintieri” del Teatro “Rendano”, accompagnato al pianoforte dal maestro Francesco Perri. Scattò la folgorazione e l’idea di ospitarlo in commissione cultura, nell’ambito della collaudata rassegna “Nemo Propheta in patria”.
L’incontro si è tenuto in questi giorni al Palazzo municipale, alla presenza del Presidente dell’organismo consiliare Claudio Nigro, della Vice Presidente Maria Lucente e degli altri componenti la commissione, Giovanni Cipparrone, Pierluigi Caputo, Cataldo Savastano e, ovviamente, Mimmo Frammartino cui è toccato svolgere la relazione introduttiva.
Ma la novità più autentica è l’incisione di un disco di 10 liriche dell’800 per voce e pianoforte, scritte e musicate dal cosentino Enrico Salfi, originariamente pittore e padre del compositore e direttore d’orchestra Francesco Saverio Salfi. Le liriche incise da Federico Veltri e dal pianista Francesco Perri, veri e propri inediti, sono state recuperate dopo essere state per lungo tempo abbandonate e poi ritrovate negli scantinati di una biblioteca. Un lavoro di riscoperta di cui Federico Veltri va molto orgoglioso, come ha affermato davanti alla Commissione cultura, soprattutto perché si tratta di liriche mai eseguite.
