La redazione di Ottoetrenta.it visita il Museo d’Arte Contemporanea di Acri: l’incanto del vetro di Silvio Vigliaturo

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La scorsa domenica la redazione di Ottoetrenta.it ha visitato il Museo d’Arte Contemporanea di Acri, noto come MACA. Un’esperienza resa indimenticabile dalla guida magistrale di Massimo Garofalo, il quale con voce intrisa di passione e occhi che ardono di amore per l’arte, ci ha condotti attraverso le sale del museo come un moderno Virgilio.

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La redazione di Ottoetrenta.it

Storico dell’arte, Garofalo fa parte del comitato di gestione del museo; si occupa della didattica ed è curatore di importanti eventi, come la mostra Young at Art rivolta ai giovani artisti calabresi. “Il MACA – ci racconta – organizza periodicamente mostre, incontri, workshop e attività didattiche. Quando arrivano le scuole, i bambini non sono solo spettatori, ma partecipano attivamente creando elaborati e disegni. Nel 2006, ad esempio, fu realizzata la mostra L’anno della Colomba, dedicata proprio ai loro disegni”.

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Massimo Garofalo

Il museo nasce nel 2006 dentro le eleganti mura del settecentesco Palazzo Sanseverino Falcone, grazie alla generosa donazione di oltre duecento opere di Silvio Vigliaturo, artista acrese e maestro del vetro di fama internazionale. A queste si aggiungono preziosi lavori di artisti del Novecento italiano e donazioni pittoriche che arricchiscono la collezione.

Nato ad Acri nel 1949 e trasferitosi giovanissimo a Chieri (Torino), Vigliaturo ha saputo conquistare il mondo con la sua arte: nel 2006 è testimonial dei XX Giochi Olimpici Invernali di Torino con l’opera Segni di luce, simbolo di pace e chiaro riferimento alla sospensione delle guerre durante il periodo delle Olimpiadi; nello stesso anno la città di Acri gli dedica il MACA; nel 2010 la Regione Calabria sceglie il maestro quale artista testimonial dell’Expo Shanghai e nel 2013 partecipa alla mostra Contemporary Glass Sculpture presso l’Orlando Museum of Art, che ospita le opere dei più importanti artisti contemporanei del vetro.

“Ogni pittore – spiega Garofalo – all’inizio rincorre i grandi artisti”. Così ha fatto anche Vigliaturo, lasciandosi ispirare da varie correnti come l’impressionismo, il cubismo, l’espressionismo, la metafisica di De Chirico. Inizialmente si dedica alla pittura, per poi cominciare a lavorare il vetro. Egli non lo colora dall’esterno ma imprime il pigmento dentro la materia. Per dirla con le parole di Garofalo “è come se colorasse il vetro senza colorarlo”.

A toccare le corde dell’anima, due esperienze sensoriali vissute all’interno del MACA. L’osservazione del complesso scultoreo di Vigliaturo, Vibrazioni Marine, è stata accompagnata dal suono del fondale marino.
Così come Maternità, un trittico scultoreo che attraversa momenti emotivi: il volto gioioso della donna che scopre di essere incinta; quello impaurito della futura madre che affronta il parto, e infine l’espressione distesa, colma d’amore, della madre che stringe la vita tra le braccia. Il cordone non lega ombelico a ombelico, ma testa a testa, simbolo di un legame che è pensiero, coscienza e anima. Intanto, il suono del battito cardiaco che riecheggiava nella sala.

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Vibrazioni Marine

Particolari i riferimenti all’epica: su una parete, Vigliaturo ha disegnato a matita nel 2005 – quando il museo era ancora un cantiere – il duello finale tra Achille ed Ettore, che si intreccia a elementi tridimensionali: soldatini in vetro, cerchi concentrici che diventano metafora della morte.

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La redazione di Ottoetrenta.it ha ammirato anche la mostra Tempo Sospeso di Elio De Luca, artista di fama internazionale originario di Pietrapaola e attivo a Prato, curata da Antonella Bongarzone e visitabile fino al 30 ottobre, con ingresso gratuito.
Con le sue opere, De Luca ci conduce in un altrove in cui i personaggi sono sospesi tra visibile e invisibile e ci guardano con occhi grandi e dubbiosi, interrogandoci quasi più di quanto noi osserviamo loro. In un’intervista rilasciata a Reality Magazine, l’artista ha affermato: “quelle delle mie opere sono creature senza tempo, i cui occhi penetranti osservano lo spettatore con uno sguardo sincero, candido, dolorosamente puro. Ci ammoniscono e ci fanno riflettere sul rischio che corriamo nell’accettare di vivere in un mondo troppo spesso intessuto di finzioni e ipocrisie”. La mostra di De Luca rientra nel Progetto Bancartis con il quale, dal 2006, la BCC Mediocrati in sinergia con il MACA sostiene e valorizza l’arte e la cultura Made in Calabria.

La visita del museo si è conclusa con le emozionanti parole di Massimo Garofalo: “mi avete salvato la giornata”.
In realtà, a rendercela indimenticabile è stato proprio lui.

Elvira Sangineto