Tra le sfide cliniche più significative a livello globale vi è la gestione del dolore cronico. Nonostante l’importanza di un adeguato controllo del dolore, in particolare in patologie come la fibromialgia e l’osteoartrite, le attuali strategie terapeutiche spesso risultano inefficaci a causa della mancanza di strumenti diagnostici oggettivi e personalizzati.
In questo scenario di attività di ricerca, spicca il lavoro della Dott.ssa Lucia Carmela Passacatini, giovane ricercatrice calabrese dell’IRCCS San Raffaele Roma, dove opera nell’area di Fisiologia e farmacologia del dolore guidata dalla Dott.ssa Sara Ilari.
Lo scorso giugno, la ricercatrice calabrese è stata selezionata tra i “10 Young Members” al XV Congresso SIICA (Società Italiana di Immunologia, Immunologia Clinica e Allergologia), svoltosi a Perugia. In questa occasione ha ricevuto anche un Travel Grant SIICA per il lavoro dal titolo “Evaluation of NK cells in neuropathic pain: correlation between degranulation and μ opioid expression”.

In seguito alla Laurea Magistrale in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche, ha conseguito un dottorato internazionale in Life Sciences presso l’Università Magna Graecia di Catanzaro (UMG), con cui mantiene una stretta collaborazione nel gruppo di ricerca guidato dalla Prof.ssa Carolina Muscoli. Passacatini collabora, inoltre, con la Fondazione ISAL – Scuola di Formazione in Scienze Algologiche, all’interno del gruppo coordinato dal Prof. William Raffaeli, figura di spicco nella terapia del dolore a livello nazionale.
“Il dottorato avviato nel 2018, – afferma – mi ha permesso di intraprendere un percorso di un anno e mezzo al Karolinska Institute, prestigiosa università medica svedese. Da lì sono nate numerose collaborazioni scientifiche e partecipazioni a congressi nazionali e internazionali (Cape Town -IUIS 2023- Amsterdam IASP 2024), tra cui a settembre il IX Congresso NeuPSIG – Neuropathic Pain Special InterestGroup di Berlino, dove ho presentato un poster scientifico dal titolo ‘Linfociti nel dolore neuropatico: degranulazione ed espressione del recettore μ-oppioide in un modello murino’, realizzato con il contributo scientifico del gruppo di ricerca dell’UMG”.
Il progetto di ricerca ha come obiettivo quello di identificare nuovi biomarcatori e sviluppare strategie terapeutiche personalizzate per la gestione del dolore cronico. Si propone, pertanto, di approfondire i meccanismi alla base del dolore cronico, con particolare attenzione alle correlazioni tra l’espressione del recettore oppioide μ sui linfociti, la composizione del microbiota intestinale e i profili infiammatori di pazienti affetti da fibromialgia e osteoartrite. Studi recenti suggeriscono come il recettore oppioide μ espresso dai linfociti possa essere un promettente candidato per la misurazione del dolore. Un ruolo fondamentale nella modulazione del dolore è svolto dal microbioma intestinale, ossia la comunità di microrganismi che colonizza il nostro intestino.
Le ricerche sulla gestione del dolore proseguono all’Università Magna Grecia di Catanzaro nell’ambito del progetto PRIN PNRR “Employment of Mu-Lympho-Marker as an innovative candidate diagnostic tool to ameliorate the efficacy of the analgesic program in a pain suffering patient-oriented strategy”, finanziato dall’Unione Europea, che coinvolge il gruppo della Prof.ssa Muscoli, quello della Prof.ssa Caccamo dell’Università di Messina, del Prof. Brancati dell’Università dell’Aquila, la Fondazione ISAL guidata dal Prof. Raffaeli e il team dell’IRCCS San Raffaele Roma, con le Dott.sse Ilari e Malafoglia.
Elvira Sangineto




