Nasce il presidio di Libera dell’Alto Tirreno Cosentino: intitolato a Giannino Losardo

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Si è svolta lo scorso 2 marzo, presso l’Istituto Tecnico per il Turismo “Ugo Calvanese” di Tortora, l’assemblea ufficiale per la costituzione del nuovo presidio di Libera dell’Alto Tirreno Cosentino. All’incontro hanno preso parte il referente regionale Giuseppe Borrello, e Tatiana Giannone, dell’Ufficio di Presidenza e referente nazionale del settore beni confiscati per Libera. Collegato da remoto anche Raffaele Losardo, che ha ripercorso la storia del padre Giannino Losardo, a cui il presidio è stato intitolato. Nel corso dell’assemblea è stato eletto all’unanimità l’avvocato Massimo Perrone quale referente del nuovo presidio territoriale.

Nata nel 1995, “Libera” è una rete di associazioni, cooperative sociali, movimenti e gruppi, scuole, sindacati, diocesi e parrocchie, gruppi scout, coinvolti in un impegno non solo “contro” le mafie, la corruzione, i fenomeni di criminalità e chi li alimenta, ma profondamente “per”: per la giustizia sociale, per la ricerca di verità, per la tutela dei diritti, per una politica trasparente, per una legalità democratica fondata sull’uguaglianza, per una memoria viva e condivisa, per una cittadinanza all’altezza dello spirito e delle speranze della Costituzione.

Il neonato presidio di Libera Alto Tirreno Cosentino è intitolato a Giannino Losardo, politico militante comunista di Cetraro e segretario capo della Procura della Repubblica di Paola, vittima di un agguato di ‘ndrangheta nella notte del 21 giugno 1980, in località Santa Maria di Mare a Cetraro mentre rientrava a casa dopo una seduta del consiglio comunale cittadino. Losardo morì il pomeriggio del giorno seguente presso l’ospedale di Paola, all’età di 53 anni. Il delitto è rimasto senza colpevoli, ma lo scorso anno la Procura della Repubblica di Paola ha riaperto le indagini contro ignoti.

L’ambito territoriale del presidio interessa i comuni dell’Alto Tirreno cosentino, da Tortora a Belvedere Marittimo, compresi quelli dell’entroterra. La rappresentanza territoriale si propone come tramite tra i cittadini e Libera Calabria per alcune funzioni sensibili svolte dall’associazione, come l’accompagnamento alla denuncia per chi è vittima di estorsione, usura o corruzione, e per l’organizzazione di momenti di sensibilizzazione e di commemorazione.

La nascita del presidio è il risultato di un percorso di preparazione e approfondimento durato circa due anni da parte del gruppo promotore. Il primo incontro con il referente regionale Giuseppe Borrello risale al dicembre 2023. L’idea di costituire il presidio è maturata in occasione della presentazione a Tortora del libro di Don Marcello Cozzi, sacerdote impegnato nella promozione della legalità e già vicepresidente nazionale di Libera. Da quell’incontro sono seguiti diversi momenti di formazione e confronto.

“In un territorio come il nostro è importante la tutela dell’ambiente – ha dichiarato Perrone –. Nel nostro piccolo e con le nostre forze vogliamo stare a fianco di quella parte dello Stato che tutela i cittadini. Ci concentreremo sull’organizzazione di incontri nelle scuole e, in occasione della manifestazione nazionale di Libera del 21 marzo, durante la quale vengono letti i nomi di tutte le vittime di mafia affinché nessuno sia dimenticato, saremo attivi anche a livello locale”.

Mentre il referente regionale Giuseppe Borrello si è così espresso: “un momento importante per un territorio come l’Alto Tirreno Cosentino, luogo di criminalità organizzata come confermato dalle operazioni giudiziarie. Un’area custode di straordinarie bellezze, eppure rifugio di esponenti della camorra e di attività criminali dedite alle eversioni che consumano il tessuto economico del territorio, mettendo a rischio anche il settore turistico. Rispetto a tutto ciò, la costituzione del presidio vuole dare una risposta forte e concreta. Importante l’intitolazione a Giannino Losardo, che fa parte delle storie delle vittime innocenti della ’ndrangheta, spesso poco conosciute e poco valorizzate. La sua è la storia di una persona che non ha abbassato la testa. Attraverso la sua memoria possiamo raccontare che un’altra Calabria è possibile”.