Dal Chianti allo Champagne, da Fabbrica a Vibo Valentia la degustazione incontra la cucina calabrese: vini identitari e piatti del territorio dialogano in un percorso di sapori.
Nel cuore del centro storico di Vibo Valentia, c’è un locale in cui vino e cucina si parlano, guidati dalla visione di Alessandro Aversano. Nato come enoteca nel 2016, oggi Fabbrica racconta storie di territorio e tecnica, tra bottiglie selezionate con cura, piatti pensati per dialogare con il calice e un’atmosfera che unisce convivialità e precisione. Qui ogni portata diventa parola di un racconto fatto di gusto, passione e ricerca costante.
Il nome “Fabbrica” non è casuale: indica un posto dove le idee si costruiscono. Dove i piatti nascono da contaminazioni, viaggi e incontri con produttori e vignaioli indipendenti.
L’ambiente di Fabbrica è un mix riuscito tra enoteca moderna e bistrot europeo: ferro e legno, tavoli essenziali, cucina a vista e bottiglie appoggiate alle pareti come libri in una biblioteca da sfogliare con gli occhi.


Alessandro Aversano è prima di tutto un uomo di vino. Non lo proclama, lo racconta con la carta: piccoli produttori, etichette del territorio e bottiglie scelte con cura, una selezione pensata per far parlare ogni calice. La sua ricerca è frutto di una passione coltivata negli anni, quando ancora non era gettonato proporre una carta dei vini interamente regionale.
Venerdi 6 marzo, le porte di Fabbrica Enoteca Risorante si sono aperte per ospitare una serata che ha ridefinito il concetto di “territorio”, mettendo in dialogo le materie prime della nostra terra con alcune delle etichette più prestigiose della scena vinicola mondiale.
Una degustazione esclusiva, nata dalla sinergia tra la Pasquale Perri Rappresentanze e la leggendaria cantina toscana Barone Ricasoli, raccontata per l’occasione dal rappresentante ufficiale della cantina per il Sud Italia, Federico Ordile.


Parlare di Ricasoli significa sfogliare le pagine più importanti dell’enologia mondiale. È la cantina più antica d’Italia (fondata nel 1141) e la quarta al mondo per longevità. Ma il suo primato non è solo temporale: fu proprio il Barone Bettino Ricasoli, nel 1872, a codificare la “ricetta” originale del Chianti. Oggi, sotto la guida di Francesco Ricasoli, l’azienda nel cuore di Gaiole in Chianti continua a essere un faro di eleganza e innovazione, portando nel calice l’anima nobile del Sangiovese.
Il percorso enogastronomico di venerdì ha saputo alternare con maestria la sapidità del mare vibonese (baccalà e alici) e la profondità della terra calabrese (suino brasato e ragù bianco), trovando nei vini Ricasoli e negli Champagne i partner ideali. Dalla freschezza minerale del Sovereign alla struttura storica del Brolio Bettino, fino alla complessità del Bolgheri e del Millesimato 2015, ogni sorso ha completato l’esperienza sensoriale delle cotture lente e degli ingredienti locali, lasciando nei presenti il ricordo di un equilibrio perfetto tra calice e piatto.
Fortuna Mazzeo

