A Fuscaldo (CS) si è tenuta una masterclass per approfondire l’abbinamento di pizza e vino, con la Cantina Spadafora 1915 e il pizzaiolo Luca Tudda.
Nel panorama enogastronomico italiano, l’abbinamento tra pizza e vino ha guadagnato crescente attenzione, in netto distacco dalla usanza, ormai superata, di accoppiare la birra alla pizza.
Il mondo della pizza si è evoluto, il classico lievitato ha assunto dei connotati differenti e, attualmente, anche in pizzeria si può sperimentare un’esperienza culinaria a 360 gradi.

Il 29 aprile, a Fuscaldo, si è tenuta una masterclass, un laboratorio di gusto e cultura, che ha coinvolto un produttore vinicolo calabrese, Ippolito Spadafora, il pizzaiolo Luca Tudda, ambasciatore dell’AVPN in Calabria, il master sommelier Guglielmo Gigliotti, e il foodblogger Wlady Nigro di Calabria Food Tour, che ha presentato la serata alla stampa presente.
L’evento si è svolto da INgrediente, una location di recente apertura, messa a disposizione dall’imprenditore Mimmo Rosselli, che ha ideato un progetto di turismo esperienziale, che riguarda percorsi formativi, orto turismo ed esperienze multimediali.

Prima della cena si è tenuta una interessantissima visita guidata al Museo delle Alici, aperto da 9 mesi, in cui si illustrano le tecniche di pesca e lavorazione delle alici di Fuscaldo, paese delle alici.
Nel corso della masterclass si sono degustate le portate a base di pizza di Luca Tudda, con gli abbinamenti selezionati della Cantina Spadafora e illustrati da Guglielmo Gigliotti.
La degustazione si è articolata in un percorso di 7 portate, iniziato con un tacos di base pizza senza glutine con alici di Fuscaldo, stracciatella e mollica croccante alla clorofilla di erba cipollina, un cannolo di pizza fritto ripieno di mousse di ricotta con fiocchi di ‘nduja di Spilinga disidratati e un mini bun di impasto pizza al vapore con rape, salsiccia e provola affumicata silana al cannello abbinati al “Madreperla”, uno spumante fresco e profumato prodotto con il metodo “Charmat” lungo (detto anche metodo Martinotti).

Si è avuto modo di assaggiare la pizza senza glutine della linea di produzione “Amonoglù” di Luca Tudda, la sua Margherita Napoletana Autentica, e la pizza signature “Bosco Calabrese”, rivisitata in un padellino ripieno di patate mpacchiuse, funghi porcini, colatura di caciocavallo e tartufo nero del Pollino.
Per concludere in dolcezza la degustazione, il pizzaiolo ha ideato una millefoglie di pizza con crema pasticcera al cedro, fico dottato caramellato di Altomonte con il suo miele e arancia candita, perfettamente accoppiato al dolce e delicato vino bianco passito “Solarys”.

L’incontro tra cibo e vino come esperienza culturale, sensoriale e sociale, ha coinvolto e interessato, oltre ai partecipanti del settore enogastronomico calabrese, anche la giornalista e sommelier Antonella Amodio, che, in collegamento da remoto, ha sottolineato quanto sia importante approfondire con i produttori, i comunicatori e gli imprenditori, questa nuova prospettiva dell’enogastronomia.
Fortuna Mazzeo
