Presentato “Per le stanze del mondo” di Anna Settino: un viaggio letterario nell’interiorità umana

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Per le stanze del mondo 8e30 ida andreoli

Cosenza, 13 maggio, ore 17:00 – Sala degli Specchi, Palazzo della Provincia di Cosenza

In una cornice di straordinario prestigio simbolico e istituzionale, la Sala degli Specchi del Palazzo della Provincia di Cosenza ha accolto, mercoledì 13 maggio alle ore 17:00, la presentazione ufficiale di Per le stanze del mondo, l’opera di Anna Settino che si sta già imponendo come un intenso itinerario dell’anima, capace di intrecciare narrazione, memoria, introspezione e ricerca identitaria.

L’evento, partecipato e profondamente coinvolgente, si è configurato non come una semplice presentazione editoriale, ma come una vera esperienza collettiva di attraversamento emotivo e culturale, in cui letteratura, teatro, filosofia e psicologia si sono fuse in un dialogo profondo sull’essere umano e sul suo incessante viaggio verso sé stesso.

Ad aprire l’incontro sono stati i saluti del Presidente della Provincia di Cosenza, Biagio Faragalli, intervenuto telefonicamente per sopraggiunti impegni istituzionali urgenti, testimoniando comunque la vicinanza dell’istituzione a un’opera di così rilevante spessore culturale.

Sono inoltre intervenuti:

  • Luigina Guarasci, Editore
  • Enzo Ferraro, Direttore di collana

Hanno preso parte alla presentazione:

  • Rosita Paradiso, Dirigente Scolastico del Liceo Scientifico “E. Fermi – Polo Tecnico Brutium” e Presidente UCIIM Sezione Cosenza
  • Sabrina Borchetta, Docente di Italiano, Latino e Greco presso il Liceo Classico “B. Telesio”
  • Michele Andronico, interprete delle letture sceniche
  • Barbara Marchio, giornalista e docente di Storia e Filosofia presso il Liceo Classico “B. Telesio”, che ha moderato l’incontro con sensibilità intellettuale e profondità critica.
Ida andreoli 8e30

Un’apertura teatrale che ha trasformato la letteratura in esperienza viva.Uno dei momenti più suggestivi e simbolicamente potenti dell’intero evento è stato rappresentato dalla performance teatrale inaugurale, realizzata da alcune alunne dell’autrice.

Tre giovani donne, attraverso una rappresentazione scenica intensa e delicata, hanno dato corpo al senso più profondo dell’opera: il viaggio.

Non un semplice spostamento geografico, ma un percorso esistenziale e psicologico.

Le protagoniste, inizialmente immerse in un dialogo interiore di meraviglia davanti alle bellezze del mondo, hanno progressivamente aperto il loro sguardo all’incontro reciproco, trasformandosi in viaggiatrici dell’anima, donne capaci di attraversare le stanze del mondo partendo dalle proprie profondità interiori.

Fotografie, racconti, scambi e riflessioni hanno reso la scena una metafora concreta dell’esperienza umana: conoscere il mondo significa, prima di tutto, imparare ad abitare sé stessi.

Tema centrale della presentazione è stato il concetto secondo cui l’altro rappresenta una stanza del mondo verso sé stessi.

In questa prospettiva, il libro di Anna Settino si propone come una mappa dell’interiorità, dove ogni spazio attraversato, ogni incontro, ogni memoria, ogni perdita e ogni scoperta diventano strumenti di conoscenza profonda.

La riflessione condivisa dai relatori ha sottolineato come la vera stanza sia il sé che incontra sé stesso, rendendo il viaggio esteriore solo il riflesso di una più radicale ricerca interiore.

Un’impostazione che richiama inevitabilmente il pensiero di Sant’Agostino, evocato durante l’incontro per il suo insegnamento sul tempo, sulla memoria e sulla necessità del ritorno interiore come forma più autentica di conoscenza.

Il tempo, in Per le stanze del mondo, non è solo successione cronologica, ma spazio psichico, memoria vissuta, stratificazione identitaria.

Durante gli interventi è emerso con forza come il libro riesca a coinvolgere tutti i sensi del lettore.

Pur restando fisicamente fermi, immersi nella lettura, si viene condotti in un movimento continuo attraverso paesaggi, emozioni, ricordi e relazioni.

La scrittura di Anna Settino si distingue infatti per la capacità di rendere ogni racconto un’esperienza immersiva, dove il lettore non osserva semplicemente, ma sente, attraversa, partecipa.

La parola diventa così spazio psicologico, il racconto si trasforma in esperienza incarnata.

Particolarmente toccante è stato l’intervento della dirigente scolastica Rosita Paradiso, che ha saputo condensare il senso più profondo del rapporto educativo e umano attraverso la frase che ha scelto di affiggere nella propria presidenza:

“Sei un essere speciale e io avrò bisogno di te.”

Un pensiero che richiama Franco Battiato e che, nel contesto della presentazione, ha assunto un valore pedagogico e relazionale altissimo.

L’altro non è margine, ma necessità esistenziale.

Un principio che attraversa l’intera opera di Settino e che trova risonanza anche nei richiami culturali ad artisti come Paola Turci e Brunori Sas, evocati durante il dialogo come interpreti contemporanei della complessità emotiva e identitaria.

L’autrice ha inoltre evidenziato un aspetto cruciale della propria poetica: il dialogo costante tra narrativa e teatralità.

I racconti di Per le stanze del mondo possiedono infatti una struttura viva, dinamica, scenica, capace di rendere l’opera fruibile in molteplici contesti espressivi.

Non è esclusa, nel tempo, la possibilità di una trasformazione teatrale più ampia del progetto.

Una prospettiva che conferma la natura profondamente creativa dell’opera e il desiderio dell’autrice di superare i confini convenzionali della forma libro.

Come sottolineato da Anna Settino, fantasia e creatività devono continuare a esistere a ogni età, senza mai lasciarsi limitare dal tempo fisico.

Nel corso degli interventi finali del pubblico, è emerso spontaneamente un parallelo significativo con Virginia Woolf e la sua celebre concezione di Una stanza tutta per sé.

Il richiamo non appare casuale.

Se Woolf individuava nella stanza uno spazio necessario all’autodeterminazione femminile, Settino amplia questa prospettiva trasformando le stanze in luoghi simbolici dell’esistenza universale, dove memoria, identità, relazione e coscienza si incontrano.

Le sue stanze non sono rifugi statici, ma spazi dinamici di trasformazione.

Per le stanze del mondo si afferma così come un’opera che restituisce centralità alla profondità in un’epoca spesso segnata dalla superficialità.

È un libro che invita a rallentare, ad ascoltare, a interrogarsi.

Un testo che esplora il confine tra psicologia e filosofia, tra memoria e visione, tra individuale e collettivo.

Anna Settino offre ai lettori non soltanto racconti, ma strumenti di esplorazione del sé.

In un tempo storico in cui il rischio maggiore è smarrire la complessità dell’interiorità, questa opera si presenta come un invito coraggioso a ritornare nelle proprie stanze più profonde, per riconoscersi, trasformarsi e, infine, abitare il mondo con maggiore consapevolezza.

La presentazione presso la Sala degli Specchi ha dimostrato che Per le stanze del mondo non è soltanto un libro, ma un’esperienza culturale e umana.

Un’opera che intreccia viaggio, introspezione, pedagogia, arte e coscienza, trasformando la letteratura in uno specchio attraverso cui osservare la parte più autentica di sé.

Anna Settino consegna ai lettori una domanda essenziale: quali stanze del mondo siamo davvero pronti ad attraversare, se prima non troviamo il coraggio di entrare nelle nostre?