La schiuma poliuretanica non può mancare nella cassetta degli attrezzi di qualsiasi artigiano, professionista come amatoriale. Nota altresì come “schiuma PU”, si distingue per essere un prodotto particolarmente versatile e che si presta a molteplici applicazioni.
In commercio si trova disponibile secondo una molteplicità di versioni, di per sé tutte interessanti, quando di qualità. L’importante è optare per un prodotto in linea con il proprio progetto.
In questo articolo vi proponiamo una panoramica degli utilizzi della schiuma poliuretanica, analizzando cos’è e a cosa serve.
Cosa si intende per schiuma poliuretanica?
Come è facilmente intuibile dal nome, la schiuma poliuretanica è un prodotto a base di poliuretano ridotto in forma di schiuma, il quale può essere arricchito con diverse sostanze in grado di implementarne le caratteristiche.
Queste formulazioni si distinguono per proprietà eccellenti in termini di resistenza, elasticità e versatilità nelle applicazioni. Viene infatti utilizzato in varie forme all’interno di settori tra cui abbigliamento, edilizia, nautica, automotive e molti altri ancora.
La schiuma poliuretanica presenta un colore tra il bianco e il giallastro; i formati in cui risulta disponibile in commercio sono quelli spray.
A cosa serve la schiuma poliuretanica?
La schiuma poliuretanica viene adoperata generalmente per riempire buchi e cavità, che vengono così sigillate a fronte di un isolamento impeccabile dal punto di vista termico e acustico.
In tal senso viene anche impiegata per il fissaggio degli stipiti degli infissi, la coibentazione dei tubi e quella delle finestre. Funge infatti da legante, relazionandosi ottimamente con diversi materiali di uso comune in edilizia come legno (ad esempio nelle finestre), cemento e via dicendo.
Una volta applicata, si espande e infine solidifica, coprendo pienamente la zona oggetto di interesse. Successivamente è possibile procedere ad altre operazioni come foratura, stucco, verniciatura e simili.
Gli elementi da considerare nella scelta
Non tutte le schiume poliuretaniche sono uguali, anche quando di buona fattura. Come fare, allora, per capire qual è la tipologia più adatta alle proprie esigenze?
Premesso che nel dubbio è buona prassi confrontarsi con un servizio esperto e qualificato, cosa che è possibile fare anche online, i fattori a cui prestare maggiore attenzione sono quelli che seguono:
- impermeabilità e capacità termoisolante: il primo è un elemento che permette di comprendere se la schiuma in questione è adatta a un’applicazione all’esterno della casa o in presenza di agenti atmosferici particolarmente impattanti; il secondo aiuta a capire se offre una coibentazione termica adeguata;
- livello di adesività: indica la sua azione come collante. Questo aspetto va inoltre confrontato con la sua capacità in termini di densità;
- resistenza a compressione, muffe e batteri: tutti i fattori che potrebbero essere imprescindibili a seconda del contesto di riferimento.
Una panoramica delle schiume poliuretaniche più efficaci
Partiamo dal confrontare la schiuma poliuretanica flessibile con quella che vede al centro un materiale allo stato rigido: la prima è perfetta per la realizzazione di componenti di arredo come materassi e imbottiture nell’automotive; la seconda è invece l’ideale per la realizzazione dei pannelli isolanti di dimensioni contenute.
Altrettanto interessante la schiuma poliuretanica elastomerica, la quale emerge per il connubio perfetto tra resistenza ed elasticità, elementi per cui trova una spiccata applicazione in ambiti come il retail, l’abbigliamento e il medicale.
Infine, la versione con poliuretano integrale viene utilizzata in tutte quelle situazioni in cui è richiesta una forza e una resistenza superiore.
