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Il Città di Cosenza torna a mani vuote da Rapallo

RAPALLO – CITTA’ DI COSENZA 5-2 (0-0; 3-1; 2-1; 0-0)

Rapallo: Lavi, Zanetta, Gragnolati 2, Avegno, Marcialis, Sessarego 1, D’Amico, Giustini, Van Der Graaf 1, Cuzzupè, Genee 1, Gagliardi, Gaetti. All: Antonucci.
Città di Cosenza: Gorlero, Citino 1, Greco, De Mari, Motta S., De Cuia, Kuzina 1, Di Claudio, Presta, Motta R., Garritano, Sena. Allenatore: Capanna
Arbitri: Collantoni e Fusco.

Note: Spettatori 100 circa. Nessuna giocatrice uscita per limite di falli. Superiorità numeriche: Rapallo 3/7 + un rigore sbagliato e Cosenza 0/7. Avegno (R) colpisce il palo su rigore nel quarto tempo.

La gara

Sconfitta con tanto rammarico per il Città di Cosenza, di ritorno da Rapallo con zero punti e tanti spunti su cui riflettere. La gara in terra di Liguria ha messo in evidenza tutta la crescita di una squadra che subisce poco anche contro squadre forti in attacco, ma anche alcuni limiti in fase di finalizzazione che determinano le partite. E’ stata questa la chiave dell’insuccesso contro Rapallo. Cosenza ha infatti retto nel primo tempo, in un match equilibratissimo in avvio. Lo strappo del Rapallo è arrivato nel secondo parziale, in cui Cosenza ha incassato tre reti e non ha sfruttato le azioni costruite. Il copione non è cambiato nel terzo tempo, giocato alla pari ma con Cosenza sprecona, incapace di concludere a rete le manovre costruite e di gestire le azioni con l’uomo in più. Le calabresi vanno al quarto tempo sotto per 5-2 ma gli otto minuti finali sono la replica di quelli iniziali. Porte inviolate a lungo, stanchezza che affiora e mira che peggiora nonostante lo sforzo in difesa. Il risultato di 5-2 è lo specchio di una squadra attenta in difesa, capace di subire poco e anche battagliera. In avanti però il discorso cambia tra errori di mira, disattenzioni e poca cattiveria. Il dato delle superiorità numeriche lo testimonia ma la squadra ha combattuto su ogni pallone peccando solo di concentrazione e precisione davanti alla porta difesa da Lavi.

Capanna e le ragioni della sconfitta

Capanna lo sottolinea. «La sconfitta è frutto anche di un mio errore di valutazione – afferma il mister ligure con la consueta onestà – perché avevo preparato minuziosamente alcuni aspetti di gioco e in vasca invece queste soluzioni non hanno portato frutti. Detto questo è giusto però capire la nostra dimensione. Ci sono delle lacune nella squadra che abbiamo costruito, e queste ci portano poi nei momenti decisivi a non riuscire a raddrizzare le gare. E’ evidente che se tutte le componenti di una gara che sono grinta, precisione, voglia di dar battaglia e concentrazione, sono espresse al meglio, torni a casa con il successo. Se ne manca solo una vengono fuori i limiti e oggi ne abbiamo avuto un esempio. Mi è piaciuta la gestione difensiva del match contro una squadra che in attacco è molto forte, ma è mancata la precisione in avanti e la voglia di vincere. Noi abbiamo costruito una squadra leggera, ed è normale che possa accadere di soffrire durante il match. E’ un peccato però, perché 3 punti ci avrebbero regalato una classifica interessante, ma non faccio drammi perché il lavoro che svolgiamo insieme quotidianamente ci servirà a sopperire il più possibile alle mancanze». 

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