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Sparati colpi di pistola contro la segreteria di un deputato di Forza Italia

REGGIO CALABRIA – Persone non identificate hanno esploso ieri sera, tre colpi di pistola calibro 38 contro la vetrata della segreteria politica di Francesco Cannizzaro, deputato di Forza Italia e ricandidato alle elezioni politiche del 25 settembre. Il luogo in cui si trova la segreteria politica è a poca distanza dalla sede del Consiglio regionale della Calabria. All’interno dei locali era in corso una riunione a cui stava partecipando lo stesso Cannizzaro e i suoi collaboratori. Nessuno è rimasto ferito. I proiettili sono rimasti conficcati sulla vetrata che non era blindata ma solo rinforzata. Dell’accaduto è stato avvertito il pm di turno che ha affidato le indagini alla squadra mobile, ma non è escluso che il procuratore Giovanni Bombardieri decida di affidare il fascicolo alla Dda. 

Gli inquirenti stanno cercando di ricostruire la dinamica della sparatoria. Da quanto si è appreso è stato lo stesso parlamentare ad avvertire le forze dell’ordine sull’accaduto. La polizia sta raccogliendo elementi per capire se l’intimidazione è legata alla campagna elettorale.

Rende, bottiglia molotov contro l’abitazione di un commercialista

RENDE (CS) – Una bottiglia molotov contro l’ingresso dell’abitazione di un commercialista di Rende. E’ successo ieri sera, quando ignoti hanno scaraventato l’oggetto contro l’entrata della sua residenza, in Via Savinio, vicino l’Università della Calabria.

Lo scoppio ha provocato un principio di incendio che è stato immediatamente domato. Il commercialista ha subito allertato le forze dell’ordine su quanto accaduto. I militari della Compagnia di Rende hanno effettuato i rilievi del caso e verificato la presenza di eventuali sistemi di videosorveglianza che possano aver ripreso il momento in cui l’oggetto incendiario è stato lanciato contro la casa del professionista.

Non si esclude al momento alcuna ipotesi. Quella più accreditata potrebbe essere legata al ruolo di Panno come presidente del comitato No Antenna, che da tempo contrasta l’installazione di una stazione radio per telefonia mobile nei pressi del quartiere in cui risiede. Una battaglia quella del commercialista rendese condivisa anche da alcune associazioni di studenti Unical.

Omicidio Vinci, in carcere solo 4 dei fermati

VIBO VALENTIA – Restano in carcere soltanto quattro delle sei persone fermate lunedì scorso dai carabinieri del Nucleo investigativo di Vibo Valentia e del Ros nell’ambito delle indagini per l’omicidio di Matteo Vinci, di 42 anni, e sul tentato omicidio del padre Francesco, vittime lo scorso 9 aprile scorso dello scoppio di una bomba collocata sotto la loro automobile a Limbadi (Leggi la notizia qui).

Gli arrestati

Il gip di Vibo Valentia, Gabriella Lupoli, ha infatti emesso l’ordinanza di custodia cautelare soltanto per Domenico Di Grillo e la moglie Rosaria Mancuso, per  la figlia della coppia, Lucia Di Grillo, ed il marito di quest’ultima, Vito Barbara, tutti difesi dall’avvocato Giuseppe Di Renzo.

Nessun provvedimento restrittivo, invece, per Rosina Di Grillo, altra figlia di Domenico Di Grillo e Rosaria Mancuso, e per Salvatore Mancuso, fratello di Rosaria, che tornano così in libertà, difesi, rispettivamente, dagli avvocati Francesco Schimio e Giovanni Marafioti.

Limbadi, Wanda Ferro: «Controllo del territorio dovrà essere priorità del governo»

CATANZARO – Anche l’on. Wanda Ferro, deputato e consigliere regionale di Fratelli d’Italia, è intervenuta sull’attentato di ieri a Limbadi, che è costato la vita a Matteo Vinci e in cui è rimasto gravemente ferito il padre Antonio. 

«Pur nella doverosa attesa degli sviluppi investigativi, credo che il terribile attentato di Limbadi voglia rappresentare un tentativo della criminalità mafiosa di attestare il proprio predominio sul territorio – spiega Ferro -. Sono però convinta che un atto così eclatante più che una prova di forza sia una prova di debolezza, la reazione nervosa di una criminalità che si sente stretta alle corde dall’azione incisiva della Procura Distrettuale Antimafia e delle Forze di Polizia, che stanno portando a segno in maniera costante e mirata una attività di indagine vasta ed efficace, che sta consentendo di disarticolare le principali consorterie malavitose del territorio. Episodi come quello che si è verificato ieri a Limbadi, con l’esplosione di un’autobomba, fanno apparire la Calabria come un territorio di guerra. L’obiettivo della ‘ndrangheta è proprio quello di far leva sulla paura della gente, soffocare l’economia di questa terra e uccidere la speranza dei nostri giovani. Ma non ci riuscirà: nella gente cresce la fiducia nel lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine, e questa fiducia non può essere tradita dallo Stato, ma sostenuta con azioni concrete, come il potenziamento degli organici della magistratura, che negli ultimi mesi si è concretizzato grazie alla determinazione del procuratore Gratteri, ma che necessita di altri innesti negli uffici giudiziari vibonesi, e con l’ulteriore rafforzamento delle forze dell’ordine, che se da un lato possono vantare un eccellente livello qualitativo della polizia giudiziaria, dall’altro necessitano di personale, mezzi e risorse per una capillare ed efficiente attività di controllo del territorio. Dovrà essere questo un impegno prioritario del governo». 

 

Attentato Limbadi, controlli nella zona, un arresto per detenzione di armi

LIMBADI (VV) – Dopo il grave attentato di ieri a Limbadi, dove un uomo ha perso la vita e un altro è rimasto gravemnete ferito, una serie di perquisizioni a tappeto hanno interessato la zona. I carabinieri di Vibo Valentia dopo una serie di controlli hanno arrestato un uomo di 71 anni, Matteo Di Grillo, vicino di casa di Francesco e Matteo Vinci e cognato dei Mancuso di Limbadi. L’uomo è stato trovato in possesso di un fucile la cui provenienza parrebbe illecita. L’arresto non ha al momento alcuna connessione con l’attentato di ieri pomeriggio sul quale è stata aperta un’indagine da parte della procura di Vibo Valentia e della DDA di Catanzaro.

 

 

 

 

 

 

Attentato a Limbadi, bomba esplode in auto, un morto e un ferito

LIMBADI (VV) – Si è trattato di un vero e proprio attentato. Una bomba era stata inserita all’interno della vettura saltata in aria nel pomeriggio di oggi a Limbadi, nel vibonese. In macchina vi erano padre e figlio, Matteo Vinci e Antonio Vinci. Per il giovane non c’è stato nulla da fare. E’ morto carbonizzato all’interno della vettura. Per il padre, che è saltato fuori dall’automobile,  si è reso necessario il ricovero in urgenza per gravi ustioni. Intanto il Prefetto Guido Longo, intanto, ha convocato in via d’urgenza, il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica per esaminare della situazione «In relazione – si legge in una nota della Prefettura di Vibo Valentia – ai gravi fatti delittuosi verificatisi nelle ultime ore a Soriano Calabro – dove è stata danneggiata la stele commemorativa di Filippo Ceravolo, giovane vittima innocente di mafia e soprattutto a Limbadi, dove si è verificata l’esplosione di un’autovettura a causa di un ordigno” che ha provocato la morte di una persona e il ferimento di un’altra». Sul posto sono intervenuti gli artificieri con i cani anti esplosivo. E proprio dagli artificieri è arrivata in serata la conferma che l’auto sia esplosa proprio per una bomba. Gli specialisti dell’Arma sono giunti a questa conclusione dopo gli esami più approfonditi eseguiti sul posto. Dunque è confermata la pista di un vero e proprio attentato. 

Si pensava ad un cattivo funzionamento del sistema di alimentazione a metano

A seguito della deflagrazione si è sviluppato un incendio che ha distrutto l’autovettura al cui interno vi erano due persone, Matteo Vinci, morto carbonizzato e il padre Antonio di 72 anni che è sbalzato fuori dall’abitacolo. A seguito delle ustioni riportate è stato trasportato all’Ospedale di Vibo Valentia. Immediato l’arrivo sul posto dei Vigili del Fuoco e dei sanitari del 118 unitamente ai militari della Compagnia di Tropea. Nessuna ipotesi è al momento esclusa dagli inquirenti. Secondo una prima ricostruzione, parrebbe che un mal funzionamento dell’impianto di alimentazione possa aver provocato l’incendio della vettura.

Foto zoom24

Far west a Gioiosa Jonica, spari contro un pub affollato

MARINA DI GIOIOSA JONICA (RC) – Gravissimo episodio di cronaca a Marina di Gioiosa Jonica. Nella tarda serata di sabato 3 febbraio ignoti hanno esploso due colpi di pistola contro un noto pub, il Rumble’s, in quel momento affollato di avventori e famiglie con bambini. I proiettili hanno infranto le vetrate e in sala è scoppiato il panico: molti hanno cercato rifugio sotto i tavoli, altri sono scappati verso la cucina. Per fortuna nessuna persona è rimasta ferita, ma i colpi sono stati sparati ad altezza d’uomo, dando l’impressione quindi che i misteriosi attentatori volessero colpire qualcuno. Sul posto sono giunti polizia e carabinieri. Al vaglio delle forze dell’ordine i filmati delle telecamere di videosorveglianza. 

Attentato alla cooperativa Talitakumi, solidale il presidente Oliverio

CETRARO (CS) – «Il vile attentato ai danni della cooperativa Talitakumi che gestisce il centro diurno per disabili “Di sole e azzurro” di Cetraro, è un atto indegno, che deve essere condannato con grande forza e determinazione. Nell’esprimere solidarietà e vicinanza alla Presidente Melania Splendore e ai soci della Cooperativa, che stanno portando avanti con grande serietà e professionalità una attività di grande valore a favore del mondo della disabilità -prosegue Oliverio- ci auguriamo che gli autori di questo infame gesto siano al più presto individuati e consegnati all’autorità giudiziaria. Allo stesso tempo non possiamo non manifestare grande preoccupazione per la serie di episodi delinquenziali registratisi negli ultimi tempi in un territorio che riveste grande importanza per la crescita e lo sviluppo dell’intera regione. Siamo fermamente convinti, però, che cittadini ed istituzioni, insieme, sapranno dare la giusta risposta a quanti cercano, in ogni modo, di creare un clima di paura e di intimidazione. Per quanto ci riguarda -conclude il Presidente della Giunta regionale- continueremo ad essere al fianco di Melania e di quanti si prodigano in ogni modo a favore dei ragazzi che si rivolgono a questa struttura e continueremo ad adoperarci con ogni mezzo per scoraggiare l’azione violenta della criminalità organizzata e per affermare ed accrescere una cultura dei diritti e della legalità».

 

Attentato incendiario contro un negozio nel vibonese

MILETO (VV) – Un negozio di telefonia a Mileto, nel vibonese, è stato parzialmente distrutto da un incendio di probabile natura dolosa. Sul posto per scongiurare maggiori danni sono intervenuti i vigili del fuoco del Comando provinciale di Vibo Valentia. Sono in corso le indagini per accertare le cause scatenanti del rogo e gli eventuali responsabili

Amantea, ordigno esplosivo distrugge un’auto

AMANTEA -Un ordigno esplosivo ha distrutto ieri sera ad Amantea una Lancia Y all’interno del parcheggio di una pizzeria. L’episodio si è verificato in località Acquicella, ad Amantea Nord. Sul posto sono intervenuti i carabinieri ed i vigili del fuoco. La vettura è stata distrutta ed altri due veicoli sono stati danneggiati. Il boato dell’esplosione si è avvertito a chilometri di distanza. L’auto era di proprietà di un 37enne impiegato saltuariamente nella pizzeria teatro dell’attentato, che è già stato ascoltato dai militari dell’arma. Le indagini sono coordinate dalla procura di Paola. L’episodio segue di pochi giorni l’attentato incendiario che ha provocato ingenti danni ad un locale del lungomare.