Attualità

Laura Boldrini e linguaggio di genere all’Unical

laura-boldriniRENDE (CS) – Donne, Mezzogiorno , Europa sono i tre punti cardine ma anche il titolo del convegno che si è tenuto questa mattina presso l’Aula Magna “Beniamino Andreatta” dell’Università della Calabria. Un’aula gremita di gente ha accolto la presidente della Camera Laura Boldrini accorsa per consegnare una borsa di studio alla dottoranda Alessia Tuselli  assegnata grazie ai diritti d’autore del libro “Lo sguardo lontano” di Laura Boldrini, «un libro- dice il docente di diritto e religione nello spazio pubblico Nicola Fiorita- il cui fil rouge è la parola uguaglianza». Assente per impegni istituzionali la Sottosegretario al Ministero  dei beni e delle attività culturali e del turismo Dorina Bianchi che – come si legge in un messaggio letto dal Rettore Gino Mirocle Crisci- ringrazia la Presidente Boldrini per aver devoluto il provento dei diritti d’autore e ricorda quanto sia importante dare voce alle donne. « Sono felice di essere qui- dice la presidente Laura Boldrini- per consegnare la borsa di studio alla dottoranda Alessia Tuselli autrice di un progetto di valutazione sul “gender sensitive” in Calabria, un tema che tocca il linguaggio di genere. Il linguaggio è stato plasmato sul modello maschile, a lungo le donne sono state estromesse da ruoli ritenuti appannaggio maschile . Si parla di operaia, maestra ma quando si sente dire ministra o sindaca si storce il naso pensando a come questi termini tipicamente maschili suonino male declinati al femminile. Per la prima volta ho introdotto il linguaggio di genere in questa legislazione che conta il 30% di presenze femminili». Si lascia andare sullo stato in cui vessano gli atenei del sud, « una condizione impietosa che conta un calo di iscrizioni pari al 30%» e si concentra sulle donne che rappresentano una disuguaglianza nella disuguaglianza soprattutto nel meridione in cui a lavorare è solo il 30% contro il 60% dell’Europa. Dalla questione di genere alla violenza sulle donne il salto è breve.« Il 21 sarò a Melito Porto Salvo dove una ragazza è stata ripetutamente abusata da un branco in cui era presente-stando a quanto riportato negli atti- anche il figlio di un boss locale. Questa ragazza e la sua famiglia non possono essere lasciati soli, spero che quel giorno saremo in tanti». alessia-tuselli« Questa borsa di studio- dice Alessia Tuselli- rappresenta un’opportunità. Ringrazio la presidente Boldrini che ha convertito l’impegno personale in politica. Ringrazio il Dipartimento di scienze politiche e sociali in cui mi sono formata e in cui ho imparato cosa vuol dire resistere ed essere sveglia. Ho vinto la borsa di studio grazie ad un progetto di valutazione su “gender sensitive”, in questi nove mesi voglio capire l’impatto che c’è stato. È importante dare spazio alla cultura e al linguaggio in cui si articola il diritto alla resistenza. Assumiamoci la responsabilità di insegnare ai ragazzi e alle ragazze ad essere quello che sono, diciamo ai bambini che possono indossare una maglia rosa e alle bambine che possono giocare a calcio e che possono essere felici per quello che sono». Entusiaste Giovanna Vingelli del centro Women’s studies “Milly Villa attivo nell’ateneo dal 1997 e Marta Petrusewincz che ha incentrato il proprio intervento sulla “rivoluzione degli ombrelli” messa in atto da 150 mila donne polacche che la scorsa settimana sono scese in piazza per protestare contro la legge sul divieto di interruzione di gravidanza. Visibilmente emozionati il presidente del consiglio degli studenti Domenico Tulino, la studentessa magistrale in Scienze sociali per lo sviluppo e la cooperazione Micaela Filice e la dottoranda Gaelle Cariati testimone di discriminazioni di genere. Un convegno riuscito nonostante lo “scivolone” del Rettore reo di una affermazione infelice sullo stato delle donne calabresi e sull’assenza della deputazione locale. Un passaggio questo che ha indotto i parlamentari Jole Santelli e Roberto Occhiuto ad abbandonare la sala, il tutto consumato in un’atmosfera di piaggeria e di applausi con una presidente che ha elargito sorrisi e strette di mano e non si è risparmiata dalle foto di rito con gli studenti.

Rita Pellicori

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