Cultura&Spettacolo

‘Ndrangheta (ex) padrona: storia di mafia e politica

'ndrangheta ex padrona

'ndrangheta ex padronaUn pomeriggio di impegno civile e cultura alla Ubik con la presentazione del libro “’Ndrangheta (ex) padrona”, Edizioni AltrePagine, di Fabio Buonofiglio nella doppia veste di autore ed editore.

Filo rosso della vicenda narrata è la storia di Pasqualina Straface, eletta nel 2009 primo sindaco donna della città di Corigliano Calabro (Cs). Un avvenimento che potrebbe sembrare sintomo di emancipazione e felice raggiungimento dell’ambìto traguardo della parità di genere in un ruolo, quale quello di primo cittadino di uno tra i più popolosi comuni della provincia di Cosenza, appannaggio esclusivamente maschile. Un esempio di determinazione e intraprendenza, se non fosse che dopo appena due anni il consiglio comunale viene sciolto con l’accusa di infiltrazioni mafiose.

Una vicenda legata strettamente alla maxioperazione denominata “Santa Tecla”, che ha occupato le pagine dei giornali nei mesi estivi del 2011. E che Buonofiglio, da attento giornalista, aveva già anticipato nei suoi articoli attraverso le pagine del blog d’informazione Sibarinet.it, di cui è direttore.

Un intreccio tra fatti di cronaca e politica raccontati con chiarezza e semplicità, con la precisione e l’accuratezza di chi scrive per informare, per permettere a tutti i lettori di capire. Una scrittura che nasce dall’esigenza di portare alla luce collusioni e commistioni deleterie per la vita stessa di ogni comunità. Buonofiglio è cittadino coriglianese prima di essere giornalista ed è attraverso le parole narrate che esprime l’amore per la propria terra.

Passione ed impegno che lo accomunano ad altri suoi colleghi, presenti alla Ubik, che spendono parole sincere di ammirazione per il libro, ma soprattutto per questa necessità di raccontare storie complesse. Al tavolo dei relatori si alternano al microfono Arcangelo Badolati, caposervizio della Gazzetta del Sud e autore della prefazione del libro, Assunta Scorpiniti, penna de Il Crotonese, e il giornalista Serafino Caruso moderatore della serata. Da tutti gli interventi emerge prepotente la fame di verità, di chi intende il mestiere di giornalista nella forma verace di “watch dog”, di chi non si sente un eroe, ma crede nella legalità come normalità, quotidianità nel proprio lavoro. Più volte si sottolinea con veemenza l’importanza dell’esempio, dell’educazione alla legalità che deve interessare ogni settore della società e attraversare ogni ambiente: la scuola e l’impegno quotidiano della classe insegnante, la correttezza e l’onesta dei magistrati, la serietà e l’incorruttibilità di politici e dirigenti. Rispondendo ad un intervento dal pubblico sulla necessità di riacquisire cittadinanza contro il potere subdolo e ramificato delle mafie, Badolati rivendica la necessità di imparare a dire no: no alle scorciatoie, no alle raccomandazioni, no ai soprusi. Riprendersi il coraggio di essere cittadini liberi, capaci di scegliere senza essere sottomessi.

Mariacristiana Guglielmelli

 

 

Print Friendly, PDF & Email





To Top