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Fusione tra Rossano e Corigliano.Si pensa ad una città digitale

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ROSSANO(CS)-«Fusione, la questione dell’unificazione strutturale dei due Comuni va definita in tutti i suoi aspetti. Non si tratta di mera sommatoria, ma di integrazione di strutture complesse e differenti. Basti pensare ai servizi al cittadino, all’anagrafe, al Bilancio, al modello organizzativo dei due enti. Bisogna trasformare il problema dell’organizzazione del Comune unico in opportunità. La nuova città unita, in un’epoca di globalizzazione e diffusione di massa delle tecnologie dell’informazione, deve necessariamente essere la città digitale, la città smart dell’ICT, dell’e-government e dell’e-commerce». È quanto dichiara Tonino Caracciolo, che nella serata di ieri, subito dopo la votazione favorevole all’atto d’impulso del Consiglio Comunale di Corigliano, ha telefonato al Primo Cittadino Giuseppe Geraci sia per esprimere, suo tramite, le proprie felicitazioni a tutti i consiglieri ed alla comunità per l’importante pagina di storia che Corigliano ha contribuito a scrivere con Rossano, sia per chiedere allo stesso un incontro per confrontarsi sui prossimi step che le due comunità adesso devono programmare e compiere insieme.La decisione del Consiglio Comunale di Corigliano di dare impulso all’avvio delle procedure di unione dei due Comuni – dichiara Caracciolo – rappresenta il primo tassello di un processo complesso che va scandito nelle sue fasi operative ed  accompagnato  da una pluralità di azioni che ne rendano ampia, diffusa e condivisa la partecipazione degli attori principali, i cittadini. Spetta alle istituzioni, ai mass media, alla scuola, alle associazioni il compito di articolare un efficace piano della partecipazione che non sia mera informazione, pur necessaria, ma momento di crescita della coscienza civica e di diffusione della cittadina attiva. Bisogna affidare la questione ad un piccolo gruppo di esperti. La complessità di tale problema – sottolinea il candidato a Sindaco di Rossano Futura – va di pari passo con le resistenze insite nelle due strutture di direzione dei Comuni, perché qui si toccano interessi e posizioni che, pur legittime, vanno ricontestualizzate nel Comune Unico. Sarebbe fallace e dannoso pensare ad una semplice sommatoria il cui effetto comporterebbe un ulteriore scadimento della qualità dei servizi al cittadino.Formulare un calendario ed una ipotesi unitaria di gestione delle manifestazioni estive; censire unitariamente il patrimonio dei beni culturali; unificare le due protezioni civili con un piano unitario ed una organizzazione unica; integrare le due polizie municipali nei momenti di reciproco bisogno; integrare i servizi di protezione ambientale e di tutela del patrimonio forestale che vede i due Comuni detentori di oltre 3000 ettari di demanio forestale; nell’adozione del bilancio di previsione 2016 dei due Comuni siano previste anche le prime necessarie risorse finanziarie. Ecco le priorità da affrontare.Bisogna pensare ad una città digitale che metta in rete i servizi, dematerializzi i procedimenti amministrativi abolendo il cartaceo, favorisca l’accesso agli anziani ed alle categorie svantaggiate, valorizzi giovani competenti, stimoli la formazione di start up anche attraverso l’immissione massiccia in rete gli open data, alla cui pubblicazione sono obbligati le Pubbliche Amministrazioni per espressa disposizione normativa del 2012. Una città che può organizzare i servizi  sanitari, quelli statali e regionali in un polo nuovo dove allocare anche il Tribunale del Territorio che possa ridarci il diritto alla giustizia oggi negato.

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