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[#NerdReview] Carmen Sandiego, il reboot di un mito

Molti della mia generazione, quella degli anni ‘80 per capirci, hanno avuto una fitta al cuore quando hanno sentito del reboot della serie di Carmen Sandiego.

Questo perché la moda della nostalgia ha già mietuto moltissime vittime sullo schermo e avevamo paura che questo poteva riproporsi con la femme rouge.

Ma… c’è stato un tradimento?

Prima di addentrarci nel mondo dei ladri, c’è da fare una premessa evidente: nella serie originale il punto di vista non era di Carmen. Il giocatore (un uomo nel mondo reale) doveva cercare questa fantomatica Carmen attraverso due degli agenti della ACME, Zack e Ivy, che le davano la caccia. Qui uno dei punti di grande differenza: questo reboot parla di lei, delle sue emozioni e di come, da bambina, è diventata la ladra più famosa del mondo. Tutto è più allineato, relativamente ha più senso e di sicuro non ha l’orribile stacco da mondo reale a mondo animato che tanto andava di moda negli anni ‘90.

COSA CAMBIA NEL REBOOT

Ritornano i personaggi della vecchia serie come “Player”, doppiato in questa versione da Finn Wolfhard (il giovane Mike in Stranger Things, in Italia doppiato da Luca De Ambrosis) insieme a Zack e Ivy. Questi, però, subiscono un mutamento dettato dalla rinnovata storia, più fresca e coinvolgente, ma senza perdere i topic educativi delle vecchie stagioni.

La serie “Dov’è finita Carmen Sandiego?” del 1994 nasce infatti da una serie di giochi educativi e Netflix nel suo reboot vuole rispettare questa connotazione ambientando ogni episodio in un luogo diverso così da spiegarne storia e avvenimenti importanti. Certo è che il focus è di sicuro sull’intrattenimento rispetto all’educazione, quindi troveremo personaggi con grande spessore emotivo e psicologico e soprattutto una Carmen più “umana” e meno fantomatica.

Gina Rodriguez ha interpretato bene la voce della protagonista (in Italia è doppiata da Lavinia Paladino, Yumeko in “Kakegurui“), ma qui ci sarebbe da fare un appunto sul doppiaggio: seppure i dialoghi siano fluidi e ben caratterizzati, molti dei giochi di parole e citazioni fatte nella lingua originale non passano attraverso la versione italiana. Vi consiglio quindi una successiva visione in lingua originale se masticate bene l’inglese.

COMPARTO GRAFICO

La rivoluzione, oltre che nella storia e nei personaggi, è avvenuta nel comparto grafico. Se la serie animata originale aveva lo stile tipico che ritroviamo nell’animazione americana del tempo, questa riproposizione Netflix utilizza tinte piatte e sfumature di colore dando al tutto un aspetto più leggero e minimale. Un occhio più attento noterà però nello studio fotografico dei fondali molto ben sviluppati e ricchi di sfumature di colore e dettagli.

COMMENTO

In definitiva, Carmen Sandiego è una serie che intrattiene e si lascia guardare piacevolmente nei suoi 9 episodi. Il finale aperto lascia l’aspettativa di una nuova stagione che non è stata, tuttavia, ancora confermata. Non la vedremo sicuramente quindi per la stagione primaverile ma possiamo sperare in quella estiva o autunnale.

Dal vostro Mr.Ink è tutto, commentate su facebook per dire la vostra riguardo la serie e seguite la nostra pagina per ulteriori novità!

 

Daniele “Ink” Ferullo

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