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Crisi e crollo edilizia: e’ allarme rosso

A trainare la recessione, il collasso del settore edile: il 60% denuncia una contrazione del fatturato.  Si va oltre i sei mesi per ricevere un pagamento dalla Pubblica amministrazione. Clima di fiducia degli imprenditori ai minimi storici. Riduzione del cuneo fiscale e sostegno finanziario agli investimenti. È quanto emerge dal consueto rapporto annuale BCC Mediocrati – Demoskopika sull’andamento dell’economia locale.

Persiste una congiuntura economica negativa, contraddistinta da un clima di sofferenza. Tutti gli indicatori esaminati, segnalano ancora una volta, condizioni di rilevanti difficoltà per gli imprenditori. Ad aggravare l’andamento recessivo il settore edile: una impresa su due denuncia una riduzione dei volumi di vendita e del proprio numero di addetti, mentre dal lato della domanda circa otto su dieci evidenziano una flessione delle richieste di nuove abitazioni da parte delle famiglie. L’inaccettabile ritardo dei pagamenti da parte della Pubblica amministrazione, inoltre, peggiora il quadro congiunturale: occorrono in media oltre 180 giorni alle imprese per vedersi liquidare le fatture. L’”Indice di fiducia Demoskopika” degli operatori economici, con valore 53,2, tocca il suo minimo storico dal 2007.

“Occorre evitare il collasso del sistema – ha dichiarato il presidente della Banca di Credito Cooperativo Mediocrati, Nicola Paldino –  ponendo in atto le contromisure necessarie per la compensazione dei crediti vantati verso le regioni e gli enti locali, con somme dovute all’erario. Un provvedimento legislativo che aveva il carattere di urgenza e doveva dare respiro al sistema immettendo liquidità ma che ancora non ha trovato piena applicazione. Ma è necessario guardare anche al lungo periodo – ha proseguito il presidente della BCC Mediocrati, Nicola Paldino – per uscire dall’impasse attraverso interventi di politica economica più incisivi e mirati. Innanzitutto favorire gli investimenti infrastrutturali che grazie al loro effetto anticiclico sono in grado di aumentare la domanda e sostenere la competitività del sistema produttivo. Ciò deve essere accompagnato da una politica industriale unitaria che offra certezza e dia maggiore fiducia alle imprese per una concreta ripresa degli investimenti. Dalla nostra indagine emerge, invece, che negli ultimi 5 anni la propensione agli investimenti delle imprese si è dimezzata passando dal 36,5% al 17,6%.  Otto imprenditori su dieci –  ha concluso il presidente della Banca di Credito Cooperativo Mediocrati, Nicola Paldino – chiedono una riduzione del cuneo fiscale e un sostegno concreto agli investimenti. Lo fanno anche attraverso questo rapporto che, a distanza di otto anni, si propone come efficace strumento per analizzare i cambiamenti della nostra economia”.

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