Bad Bunny e la salute cardiovascolare

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Di Valentina Garritano

Se ti dicessi che, in una situazione di emergenza, una canzone di Bad Bunny potrebbe salvare la vita?

No, non è una nuova trovata del cantante portoricano.

Il brano “Tití Me Preguntó” viaggia infatti a circa 107 battiti al minuto, una frequenza che rientra nell’intervallo di 100-120 compressioni al minuto raccomandato per la rianimazione cardiopolmonare.

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L’American Heart Association lo ha infatti inserito tra i brani in lingua spagnola che possono aiutare a mantenere il ritmo proprio durante la RCP (rianimazione cardiopolmonare).

Questa è una curiosità che di certo fa divertire ma che, al contempo, ricorda una cosa molto seria, cioè che senza cuore non c’è vita.

Proprio per questo, il cuore è un organo che bisogna proteggere molto prima che abbia bisogno di essere rianimato… e qui la musica lascia spazio alla nutrizione.

Il cuore non si protegge eliminando i grassi

Per molti anni abbiamo imparato una regola apparentemente semplice:

grassi = male per il cuore.

Così sono comparsi sulle nostre tavole prodotti “light”, alimenti privati dei grassi ed una certa paura anche nei confronti di uova, olio extravergine d’oliva, frutta secca, avocado, uova e persino del pesce grasso.

Siamo sicuri che scegliere prodotti “magri” sia più salutare?

Per rispondere bisogna considerare un dato importante: non tutti i grassi hanno lo stesso effetto sull’organismo e, soprattutto, non è sufficiente chiedersi quanti grassi mangiamo (bisogna chiedersi quali grassi, in quale contesto alimentare e con cosa li stiamo sostituendo).

Le raccomandazioni dell’American Heart Association insistono proprio su questo punto: all’interno di un’alimentazione cardioprotettiva, i grassi insaturi provenienti, per esempio, da oli vegetali non tropicali, pesce, frutta secca e semi possono sostituire le fonti ricche di grassi saturi.

Quindi no: il grasso alimentare non è il nemico!

Il problema diventa la scarsa qualità complessiva dell’alimentazione e questo cambia completamente il modo in cui dovremmo parlare di prevenzione cardiovascolare.

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Ed il colesterolo?

Qui arriviamo ad uno dei più grandi equivoci della nutrizione.

“Ho il colesterolo alto.”

Ma quale colesterolo? Perché parlare semplicemente di “colesterolo alto” può essere fuorviante.

Il colesterolo, di per sé, non è il nemico. È una molecola indispensabile: entra nella struttura delle membrane cellulari ed è necessaria per la sintesi di ormoni, vitamina D ed acidi biliari.

Il punto, però, è capire come viene trasportato nel sangue ed in quale quantità.

Le LDL, per esempio, sono lipoproteine che trasportano colesterolo verso i tessuti. Quando la loro concentrazione è elevata e l’esposizione nel tempo è importante, possono contribuire ai processi che portano alla formazione della placca aterosclerotica.

È proprio qui che dobbiamo smettere di utilizzare il solo valore del colesterolo totale come una sorta di pagella della salute cardiovascolare.

Oggi, infatti, possiamo guardare molto più in profondità. Possiamo considerare il colesterolo LDL e l’ApoB, che ci aiutano a stimare la quantità di lipoproteine aterogene circolanti. In particolare, l’ApoB rappresenta una componente strutturale presente sulle principali particelle aterogene e può quindi offrire un’informazione complementare rispetto alla semplice quantità di colesterolo trasportata.

In altre parole: non conta soltanto quanto colesterolo circola, ma anche quante particelle potenzialmente aterogene lo stanno trasportando.

Quando il quadro clinico lo rende utile, è possibile approfondire ulteriormente anche alcuni marcatori, come le LDL ossidate, che possono fornire informazioni aggiuntive sui processi ossidativi coinvolti nell’aterogenesi.

Anche il rapporto ApoB/ApoA1 può aggiungere una prospettiva interessante dal momento che mette in relazione le principali lipoproteine aterogene con quelle associate al trasporto inverso del colesterolo, contribuendo a descrivere in maniera più articolata l’equilibrio del profilo lipidico.

C’è una precisazione fondamentale da fare arrivati a questo punto e cioè che un LDL elevato non va semplicemente “accettato” perché il colesterolo è utile. Il fatto che il colesterolo sia indispensabile non significa però che un’elevata esposizione alle lipoproteine aterogene sia innocua.

Le più recenti linee guida continuano infatti a considerare la riduzione dell’LDL-C uno dei principali obiettivi nella gestione delle dislipidemie, soprattutto nelle persone con rischio cardiovascolare elevato o molto elevato.

La vera evoluzione, quindi, non è passare da “il colesterolo è cattivo”a “il colesterolo non conta nulla”, è imparare, invece, a leggere il dato in maniera più intelligente ed approfondita.

Un esame del sangue di tal genere non è semplicemente un numero da confrontare con un intervallo di riferimento, è un pezzo d’informazione che, insieme a LDL-C, ApoB, trigliceridi, pressione arteriosa, glicemia, familiarità, stile di vita ed agli altri eventuali fattori di rischio, ci aiuta a costruire una fotografia molto più completa della personale salute cardiovascolare.

La straordinarietà dell’interpretazione complessiva dei marker ematici associati alla salute cardiovascolare è che non solo porta ad una fotografia ma riesce a far comprendere anche il tipo di storia che quel cuore sta raccontando.

Fonti degli articoli scientifici consultati:

  1. American Heart Association. 2021 Dietary Guidance to Improve Cardiovascular Health: A Scientific Statement From the American Heart Association. Circulation. 2021.
  2. American Heart Association. Bad Bunny’s “Tití Me Preguntó” included among Spanish-language songs suitable for CPR rhythm.
  3. American Heart Association. Fats in Foods. Updated 2026.
  4. American Heart Association. The American Heart Association Diet and Lifestyle Recommendations. 2026.
  5. Carson JAS, Lichtenstein AH, Anderson CAM, et al. Dietary Cholesterol and Cardiovascular Risk: A Science Advisory From the American Heart Association. Circulation. 2020;141.
  6. European Society of Cardiology / EAS. 2025 Focused Update of the 2019 ESC/EAS Guidelines for the Management of Dyslipidaemias. 2025.

Fonte immagine Bad Bunny: Spotify.com